Gioco
Primarie: cinque assessori Pd a favore di Bersani
Il vicesindaco Bruno Picchi e gli assessori del Pd Carla Roncaglia, Gabriele Cantù, Paola Bernardo e Giovanna Colombini hanno fatto un documento per sostenere la candidatura di Bersani. Non è stato invece firmato dagli altri due assessori Pd e nemmeno dal sindaco
In vista delle prossime primarie del centrosinistra, cinque assessori comunali, hanno scritto una lettera a favore della candidatura di Pierluigi Bersani. La lettera non è stata firmata dal sindaco Alessandro Cosimi e neppure dagli altri due assessori del Pd: Mauro Grassi, com’è noto, sostiene Matteo Renzi, mentre Valter Nebbiai, che pure è a favore del segretario del partito, non ha condiviso il testo. “Sono per Bersani ma non contro gli altri”, ha dichiarato.
Ecco la lettera-appello a favore di Bersani
“ Il 25 novembre prossimo, con il voto delle primarie, saremo chiamati a scegliere il candidato premier per la coalizione di centrosinistra.
Noi ci sentiamo impegnati a sostenere la candidatura di Pierluigi Bersani, attuale segretario del PD, anzitutto perché abbiamo apprezzato in lui la lungimiranza e la responsabilità con cui ha guidato il partito di fronte alla gravissima crisi politica e istituzionale che ha investito il Paese nell'ultimo anno, contribuendo a far sì che si lasciasse alle spalle il ventennio berlusconiano, cominciasse ad uscire da un ciclo economico e politico perverso, si riaprissero gli orizzonti per un futuro diverso.
Del governo Monti non sempre abbiamo condiviso le scelte sui modi di rientro dal debito pubblico, che spesso, secondo noi, hanno mancato di equità sociale facendo gravare troppo sui ceti popolari/medi, sul lavoro e sui contribuenti onesti il peso dei sacrifici; né abbiamo condiviso i pesanti ridimensionamenti della autonomia amministrativa e finanziaria degli Enti Locali che ha penalizzato allo stesso modo i Comuni virtuosi e quelli in dissesto. Tuttavia Bersani, assicurando sempre a tale governo il sostegno leale e coerente del PD, ha consentito di evitare il baratro finanziario ed economico in cui il Paese stava precipitando, confermando la migliore tradizione di un partito che, nelle sue diverse radici, ha sempre avuto a cuore, prima di ogni altra cosa e dei propri interessi elettorali, il bene dell'Italia.
In secondo luogo apprezziamo in lui la capacità con cui ha tenuto unito il partito in questa fase critica, avviandone il necessario rinnovamento verso una identità sempre più collettiva, e l'intelligenza con cui ha costruito primarie di coalizione, a cui hanno aderito Vendola e Tabacci, e garantito anche con la sua "generosa" proposta di modifica dello Statuto, che esse fossero occasione di un confronto veramente democratico, aperto e trasparente. In questo modo ha saputo ricondurre sul giusto terreno anche una dialettica tutta interna al partito che con le forzature strumentali di Renzi, ispirate ad un nuovismo ad effetto debole di contenuti, rischiava di alimentare un conflitto anche di natura generazionale che avrebbe compromesso la credibilità del PD e la indispensabile unità d'intenti di fronte al Paese, nonché di snaturare significato e compito delle primarie di coalizione.
Ci convincono di Bersani molti degli obiettivi che egli indica nel suo programma:
l'ancoraggio all'Europa, il lavoro come parametro per tutte le politiche, la priorità riservata alla istruzione e alla ricerca, la lotta alle diseguaglianze di ogni tipo e per l'affermazione dei diritti inviolabili della persona, uno sviluppo economico sostenibile in tutte le aree del Paese, un rinnovato contrasto alla corruzione e alle mafie, una politica " sobria", fatta di servizio e non di privilegi.
Ci convince, inoltre, la sua volontà di mantenere aperto un orizzonte di governo che facendo perno sulla coalizione di centrosinistra sappia incrociare anche altre forze disponibili ad operare su un progetto di forte impianto europeista e di risanamento e rilancio sociale ed economico. Ci convincono infine, insieme alla sua visione, la competenza, la concretezza, l'equilibrio e l'autorevolezza che hanno sempre contraddistinto la sua azione politica e le sue passate esperienze amministrative e di governo, che potranno essere ancora una volta messe a disposizione del bene comune e nell'interesse di questo Paese. Per tutto questo riteniamo che Pierluigi Bersani sia la persona che, più di ogni altro candidato di queste primarie, sia oggi in grado di rappresentare e realizzare le istanze ed il progetto politico del centrosinistra per il Governo del Paese nei difficili anni che ci aspettano”.
Bruno Picchi - Vice Sindaco
Carla Roncaglia - Assessore allo Sviluppo della persona
Gabriele Cantù - Assessore all'Integrazione sociale
Paola Bernardo - Assessore al Patrimonio, commercio e turismo
Giovanna Colombini - Assessore alle Promozioni dei saperi e delle relazioni internazionali
Ed ecco, invece, il documento dell'assessore al Bilancio Valter Nebbiai, che sottolinea la pari dignità di tutti i candidati espressi dal Pd:
Sono convinto che la persona giusta a governare il Paese sia Pierluigi Bersani.
Egli infatti e’ una persona di Governo. E’ stato presidente della regione Emilia Romagna, Ministro della Repubblica con eccellenti risultati e si dimostra uomo di Stato, perche’ appoggiando il governo Monti , nel peggior periodo finanziario del dopoguerra, pur con modulazioni di pensiero diverse, ha contribuito con il PD a salvare il Paese dal disastro. Sicuramente ora, come Egli sostiene, tra l’altro , e’ necessario cambiare impostazione politica: rimettere l’economia in moto e migliorare le condizioni economiche delle famiglie a reddito medio basso. Una sfida possibile per cambiare e far crescere il Paese rendendo la sua politica economica e sociale compatibile con la nostra presenza in Europa e nel mondo globalizzato.
Sono inoltre convinto che tutti i candidati che si sono presentati alle primarie abbiano comunque pari dignita’ ed il fatto che il PD ne esprima tre, ne dimostra la sua vivacita’ ed intraprendenza. Sono convinto infine che dalle idee di tutti i candidati indistintamente, si possano trarre indicazioni positive alla costruzione di una coalizione e di un Paese piu’ moderno. Il recente dibattito televisivo lo ha dimostrato
Valter Nebbiai
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