Il Tirreno

Livorno

«Ma quale salvezza il problema esodati è ancora enorme»

«Ma quale salvezza il problema esodati è ancora enorme»

Il portavoce dei lavoratori in mobilità attacca il governo «La riforma si è dimenticata tante realtà, come la Trw»

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «E pensare che di quelle 105 unità che l’azienda Trw vuole tagliare ci sarebbero potuti essere 25 esuberi in meno». Enzo Cozzolini, portavoce dei lavoratori in mobilità di Livorno accende la luce su un problema che è all’ordine del giorno: gli esodati.

«Nonostante i proclami di salvezza del governo – afferma – la situazione è tutt’altro che risolta e la storia dei 25 esodati Trw ne è l’esempio perfetto». Nel 2010 l’azienda aveva firmato un accordo territoriale prevedendo l’uscita graduale di 25 unità, «purtroppo sono rimasti bloccati dalla legge Fornero e di certo non verranno salvati a meno che non ci siano ulteriori modifiche», spiega Cozzolini. Il motivo? Il contratto stipulato nel 2010 dall’azienda livornese era di tipo territoriale, «mentre la legge salva solo le grandi aziende che avevano fatto accordi di tipo ministeriale. Non solo, la riforma salva coloro che sono in mobilità e purtroppo i 25 dipendenti Trw sono in cassa integrazione straordinaria, la legge dunque li considera ancora dipendenti anche se ovviamente una volta finita la cassa integrazione straordinaria di certo non sarebbero tornati a lavoro. Sono problematiche concrete che dimostrano quanto la legge non risolva la situazione».

I diversi comitati territoriali dei lavoratori in mobilità, compreso quello livornese, da tempo espongono le proprie idee di soluzioni al governo, «ma purtroppo sono state respinte». La proposta di legge 5103 (nota come proposta Damiano dal nome capogruppo commissione lavoro del Pd che l’ha presentata) aveva infatti recepito il 99% delle proposte dei comitati, ma, una volta approdata alla commissione bilancio è stata bocciata in quanto la copertura finanziaria non è stata giudicata sufficiente. «E al centro del dibattito – spiega Cozzolini – c’è proprio un articolo a noi caro che permette ai dipendenti con almeno 58 anni di età e 35 anni di contributi di andare in pensione con una penalizzazione del contributivo. Sembra proprio che questo articolo sia stato uno dei motivi della bocciatura della proposta di legge, eppure è una norma che già esiste per le donne, anche se non viene utilizzata spesso. Insomma, siamo davvero lontani dalla soluzione del problema».

Secondo il comitato di Cozzolini gli esodati a Livorno sarebbe più di cinquecento, «ma se non riesce ad essere preciso l’Inps – scherza– figuriamoci noi che abbiamo mezzi ben diversi. Di certo però il problema è reale, sono ancora tante, troppe le persone che sono state bloccate in un limbo assurdo e ingiusto».

Ludovica Monarca

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa