Sicurezza
«Altolà a chi vuol intimidire chi sciopera»
Elia-Ambrosetti, i sindacati Filt Cgil e Fit Cisl puntano il dito contro l’amministratore delegato
LIVORNO. Si fa più incandescente la protesta dei lavoratori della società Elia-Ambrosetti, dopo la proclamazione dello sciopero per chiedere all’azienda di fare chiarezza sul futuro dei settanta addetti della sede labronica della azienda che si occupa di ricezione e distribuzione di veicoli.
Sono i sindacati Filt Cgil e Fit Cisl, per mano di Serena Fenzi e Andrea Tonsa, a mettere nero su bianco una dura lettera alla direzione della società per segnalare che l’amministratore delegato «ha deliberatamente provocato i lavoratori, in sciopero da lunedì 12, con frasi chiaramente intimidatorie tese a minacciare provvedimenti futuri» – viene sottolineato – fino a far balenare «la perdita del posto di lavoro a causa dell’azione di sciopero in corso».
Filt Cgil e Fit Cisl dicono chiaro e tondo ai vertici del gruppo che «non siamo disposti a tollerare comportamenti e affermazioni che esulano da quelle che sono corrette relazioni industriali». Anche perché – si ribadisce nella lettera – «il personale, nonostante la situazione critica nella quale si trova, continua a mantenere grande senso di rispetto e di civiltà».
Era stato un documento dei lavoratori a chiedere alle istituzioni e alle forze sociali e politiche di non essere «lasciati soli». L’avevano fatto mettendo l’accento sul fatto che a settembre è stata attivata la cassa integrazione e non sono mai state smentite le »voci insistenti di un ridimensionamento della sede». E tutto questo – avevano detto i lavoratori nel loro documento – nonostante il lavoro ci sia: tant’è vero che l’azienda ricorre «all’ausilio di una cooperativa esterna»
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