Il Tirreno

Livorno

La nuova moschea apre le sue porte «Siete tutti invitati»

di Ludovica Monarca
La nuova moschea apre le sue porte «Siete tutti invitati»

L’inaugurazione è prevista per domenica mattina Presenti il vescovo e il presidente della comunità ebraica

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LIVORNO. È stata critica e osteggiata da alcuni, sognata e fortemente voluta da altri. Ma ora il tempo delle chiacchiere è finito: la nuova moschea di Livorno apre le sue porte a tutta la città, e lo fa in grande stile.

Questa domenica, alle ore 10, autorità, stampa, musulmani e non, sono invitati all’inaugurazione del nuovo luogo di culto islamico in via Guarini. Ad aver confermato la propria presenza, oltre al sindaco Cosimi, c’è anche il presidente della comunità ebraica livornese Vittorio Mosser e il vescovo monsignor Giusti. Un segnale chiaro e inequivocabile di unità, difficile da non cogliere.

«Abbiamo scelto di fare l’inaugurazione ufficiale di domenica – spiega Abdelghani Boukhari, imam della comunità islamica livornese – perché la domenica rappresenta un giorno di festa per tutti, e così deve essere: una festa». È emozionato Boukhari, ci tiene che tutto sia perfetto. «Spero davvero – afferma – che verranno molti cittadini, non solo le autorità e la stampa, ma non voglio dire come mi sento. Preferisco aspettare domenica e vedere cosa succederà per affermare di essere felice sul serio. Festeggiare in anticipo a volte porta a delle delusioni».

La moschea di via Guarini, realizzata grazie ai fondi trovati autonomamente dalla comunità islamica, sarà una delle più grandi della Toscana e potrà contenere circa 350 persone. E saranno molti i fedeli toscani, ma non solo, che si ritroveranno insieme domenica a Livorno per festeggiare.

«Per noi musulmani domenica sarà un momento bellissimo – afferma Diop Mbaye, rappresentante della comunità senegalese di Livorno – Arriveranno anche musulmani da altre città italiane per festeggiare tutti insieme. Sarà dimostrazione che con l’impegno e l’unità le cose si possono realizzare davvero non dando la possibilità di avere un alibi a chi vuole fare polemica. Ci tengo a ricordare che nemmeno un euro di spesa pubblica è stato dedicato alla costruzione della nuova moschea. I soldi che sono serviti li abbiamo messi tutti esclusivamente noi, senza gravare sull’amministrazione». Una piccola frecciatina a chi aveva criticato il progetto.

Ma Djop non vuole parlare delle polemiche, anzi. «L’apertura della moschea deve essere visto come un momento condiviso, di unione e integrazione – spiega– Per noi musulmani la moschea non è solo un luogo di culto dove ritrovarsi per pregare, ma è un vero e proprio luogo di incontro. È così che mi piacerebbe fosse visto da tutta la città e che magari diventasse un bell’esempio per tutto il Paese, come lo è il nostro imam».

Non si tira indietro Djop e afferma: «Fare l’imam è più difficile di quelloche si crede. Bisogna insegnare ad essere dei buoni fedeli, ma anche dei buoni cittadini. Il suo messaggio è chiaro e viene rispettato e preso ad esempio: bisogna rispettare le leggi del Paese in cui viviamo. Non ci deve essere scontro, ma incontro. Io ne vado fiero».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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