Sicurezza
L’Agelp torna sulla graticola
Porto, i lavoratori strigliano l’Authority. E il Prc dà l’altolà: non deve sparire
LIVORNO. Torna sotto i riflettori la situazione all’Agelp, l’agenzia degli addetti portuali unica autorizzata a fornire manodopera per fronteggiare i picchi di lavoro: in ballo per il 22 e il 23 novembre uno sciopero di 48 ore che mette nel mirino l’Authority.
«Con l'avvento dell'era Gallanti, avevamo creduto in una (seppur difficile) ripartenza, ma cosi, purtroppo, non è stato, e addirittura, adesso si parla di chiusura di Agelp (e riapertura, ma non si sa quando, come e in quale altra forma)», dicono i rappresentanti sindacali denunciando il fatto che la legge è dribblata e l’Authority non riesce a far rispettare le regole («non si contano più le denunce da parte di Agelp»).
Al presidente dell’Authority viene rimproverato di aver solo annunciato la linea dura contro «una situazione che lui stesso ha definito Far West»: basti dire che «solo alcune aziende portuali» hanno risposto alla richiesta di Palazzo Rosciano di comunicare il monte ore straordinari dei propri lavoratori. È «dai più inattuata» anche la direttiva riguardante l’identificazione delle ralle.
Sulla questione Agelp va alla carica anche il circolo portualità di Rifondazione comunista:sotto tiro «l'assenza di progettualità e programmazione» che nell’ultimo decennio a Livorno ha aggravato la crisi generale dei porti. La deregolamentazione – si afferma – ha «di gran lunga superato quelle realtà che vengono considerate "critiche" dai sindacati nazionali (Venezia, Trieste)» sottovalutando fenomeni come l’arrivo del fondo Clessidra.
Quanto all’Agelp, il Prc dice che «non sono chiari il percorsi e gli obiettivi» dell’ipotesi di liquidazione: non solo di Agelp ma «della funzione del soggetto previsto dall'art. 17»: bisogna evitare la scomparsa di Agelp anche perché «l'art.17 è la cartina di tornasole non solo delle condizioni del mercato del lavoro all'interno di un porto, ma anche del livello qualitativo del tessuto imprenditoriale portuale». Il primo problema? Il nuovo assetto con «la presenza di tutti gli operatori portuali nella compagine sociale»: secondo il Prc è l’Authority che deve spingere in questa direzione.
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