Sicurezza
Da due mesi l’Asl non dà le protesi
L’obiettivo è rientrare nei bilanci e intanto gli ausili non vengono più distribuiti. I pazienti protestano, l’azienda tace
LIVORNO. Niente protesi, stampelle, sedie a rotelle e plantari per i cittadini. Sono i pazienti a fare le spese della politica di spending review adottata dall’Asl 6, che ha sospeso per due mesi e mezzo, da metà ottobre a fine anno, l’acquisto dei cosiddetti ausili. Obiettivo: ridurre la voce spesa nel bilancio di fine anno e dunque rientrare virtuosamente nelle previsioni. Una decisione che desta delle perplessità. E una iniziativa su cui l’Asl, interpellata, preferisce non intervenire.
Chi invece non riesce a tacere sono le decine di pazienti rimasti senza “presidi”. Bimbi senza plantari, anziani privi di protesi, malati senza carrozzine. Il tutto salvo le eccezioni previste in casi gravi, come dice genericamente chi, tra i dipendenti dell’Asl, lavora nel campo. Ogni giorno di più monta la protesta di chi, per non aspettare due-tre mesi e per mettere subito in pratica l’indicazione medica dello specialista, deve porre mano al portafoglio, anche se avrebbe diritto gratuitamente (o quasi) a quello stesso ausilio. E così, ecco una serie di persone che telefona all’Asl per protestare (spesso inutilmente) per la mancata erogazione del servizio, ed ecco altre persone costrette a comprare di tasca propria ciò di cui hanno bisogno, recandosi ai negozi e ai laboratori ortopedici privati.
La decisione dell’azienda sanitaria labronica comprende tutte le strutture sanitarie provinciali, da Livorno all’isola d'Elba, passando per Cecina e Piombino. E i disagi sono tanti e molteplici. «Mio padre ha bisogno di una carrozzina, che devo fare? - dice una livornese quarantenne alle prese col problema - I tagli alla sanità sono bruttissimi, e quando colpiscono categorie così deboli lo sono in modo particolare».
Lo stop riguarda anche gli oggetti relativi a servizi già inseriti nel budget 2012 e non solo quelli acquistabili in futuro. Cosa che fa pensare che evidentemente c’è una esigenza/volontà di ridurre ulteriormente le spese, visto l’avvicinarsi del bilancio di fine anno.
Per diffondere questa indicazione, l’azienda sanitaria ha inviato ai responsabili delle quattro zone della provincia una lettera interna che recita così: «La situazione attuale ha reso necessari una serie di interventi correttivi non altrimenti prevedibili all'inizio dell'anno». Non ci sono, dunque, dubbi sul fatto che il blocco dell’acquisto di ausili abbia origine in motivazioni di tipo economico. La lettera parla anche, infatti, di «sospensione degli acquisti di nuovi ausili, anche nei casi in cui le attività siano state oggetto di budget». Eccezioni?
Sì, sono previste, ma solo in casi «non altrimenti rinviabili e di effettiva necessità». E la situazione, sottoposta in primis all’ufficio protesi di via San Gaetano, deve comunque essere poi vagliata dalla direzione aziendale. La cosa che fa più discutere è che per motivi di bilancio a pagare questa situazione siano i pazienti con difficoltà deambulatorie che, pur non ricoverati, utilizzano oggetti a domicilio di cui non possono fare a meno.
«Non stiamo mica parlando di beni di lusso - fa notare stizzita Daniela Boem della Fials Cgil - Non capisco come sia possibile che non sia stata trovata un’altra voce di bilancio da tagliare. Se un utente ha bisogno di protesi, cosa deve fare? La nostra preoccupazione è per l’utenza».
Lara Loreti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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