Sicurezza
«Così penalizzano cittadini e laboratori»
Maffi, titolare di una ditta di forniture ortopediche: «Un danno economico e organizzativo»
LIVORNO. «La decisione dell’Asl di tagliare la distribuzione dei “presidi” per noi rappresenta un danno organizzativo ed economico. Purtroppo i primi a fare le spese di questa iniziativa sono i pazienti, ma anche per noi aziende private la situazione non è rosea. Questa cosa ci danneggia».
A parlare è Alessandro Maffi, titolare, insieme alla famiglia, dell’omonima, storica officina ortopedica in via Paoli 7. Da sempre il laboratorio Maffi lavora a stretto contatto con l’Asl, in particolare con gli uffici di via San Gaetano, dove si rivolgono tutti i pazienti che hanno bisogno sia di vere e proprie protesi sia di ausili meno invasivi su misura come busti, scarpe, tutori, plantari e così via. «Da metà ottobre c’è una processione di gente che viene nel nostro negozio per chiedere informazioni e fare acquisti, ma che, di fronte alla notizia del blocco delle protesi, protesta e resta basita - spiega Maffi - Il fatto è che il 20-30 per cento di loro rinuncia, e noi perdiamo i clienti».
Da tempo ormai succede che alla fine dell’anno l’Asl tira la cinghia e fa sapere ai fornitori e ai laboratori ortopedici che la distribuzione dei presidi è rimandata a gennaio. Tuttavia, come testimonia l’esperto del settore, col trascorrere del tempo, il blocco è stato sempre più anticipato.
«Prima la comunicazione, pur informale, del blocco da parte dell’azienda ospedaliera arrivava a fine anno, tipo a dicembre, e quindi tutto il disagio si concentrava in due, massimo tre settimane - spiega Alessandro Maffi – ma negli ultimi anni il blocco è stato sempre più anticipato. E un conto è dire alla gente, a dicembre, che per la consegna della protesi o dell’ausilio bisogna aspettare due settimane, un altro è comunicare a metà ottobre che se ne riparlerà due mesi e mezzo dopo. È davvero troppo».(l.l.)
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