Attenzione
Armi e droga, due arresti nei boschi
Gli spacciatori hanno provato a scappare tra i rovi. Presi nonostante un violento scontro con i carabinieri
LIVORNO. Un'arma da fuoco clandestina, fabbricata forse in Belgio, un coltello da circo, un macete e 60 grammi di cocaina: 2 marocchini sono stati arresti all'alba dai carabinieri nei boschi al Corbolone. Si tratta di due clandestini, già noti alle forze dell'ordine per storie di droga, che da qualche mese avevano stabilito la propria dimora nei boschi sopra via delle Sorgenti, dalla Puzzolente a Vallin Buio fino al Corbolone. I militari guidati da Claudio Gallù da tempo stavano dietro a questo gruppo di spacciatori finché ieri hanno fatto il blitz. I due marocchini, scoperti, hanno cominciato a correre a piedi nudi fra i rovi e hanno ingaggiato una violenta colluttazione con i carabinieri tanto da mandarne all'ospedale quattro. La reazione aggressiva dei magrebino secondo i militari è spiegata dal fatto che i due giovani volevano difendere il territorio e il “patrimonio” che custodivano nelle tende. All'interno infatti c'erano le armi e la roba, che sul mercato avrebbe fruttato dai 12 ai 15mila euro (oltre 400 dosi). Nella tenda c'erano anche 200 euro in spiccioli e 5 cellulari usati per contattare i clienti: i consumatori sono di tutte le età e di tutti i ceti sociali, compresi professionisti. Per farsi riconoscere, i clienti sfanalavano con l'auto e facevano delle urla di riconoscimento. Mentre i magrebini, per difendere il territorio, facevano vere e proprie ronde armate.
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