Gioco
Servono almeno 3 milioni per sistemare la zona nord
Idrovora nel sottopasso e migliorie delle fogne. Il progetto c’è, i fondi per ora no Gonnelli: «Gli interventi fin qui fatti non bastano a garantire la sicurezza»
LIVORNO. Il maltempo dà tregua in città, ma i problemi restano. E sono quelli di sempre: tombini intasati, sottopasso di via Firenze allagato, Aurelia a Stagno impantanata. Un pool di ingegneri e tecnici - che coinvolga la Protezione civile ma anche la Provincia e il Consorzio di bonifica delle colline livornesi - per risolvere l’emergenza maltempo nei quartieri nord. Potrebbe essere questo un primo passo per risolvere l’sos in cui versano ormai da anni i quartieri nord. E non è un caso se ogni volta che piove in quella zona va in scena lo stesso copione: bastano due gocce e l’area va in tilt.
Cosa fare per risolvere la situazione? L’amministrazione comunale sta studiando un sistema per porre fine al solito ritornello: nei prossimi giorni si riunirà un gruppo di lavoro che avrà il compito di mettere a punto un piano di interventi strutturali. Solo che per realizzare queste importanti opere ci vorranno un sacco di soldi, si parla di qualche milione di euro. Secondo Leonardo Gonnelli, capo della Protezione civile, «ci vorranno almeno 3 milioni di euro, ma molto probabilmente anche di più. Il progetto c’è già, i soldi mancano». Lo conferma il sindaco Alessandro Cosimi: «La cifra necessaria per queste opere è elevata, potrebbe essere sui 3 milioni di euro, ma per fare una valutazione più precisa occorre tempo. È per questo che la stima sarà fatta dopo le valutazioni tecniche. I soldi non ci sono, altrimenti li avremmo già spesi. Vogliamo capire però, senza polemiche, se ci sono possibilità di collaborazioni con altri enti (la Provincia ndr) soprattutto per la cassa di espansione sull’Ugione. Domenica mi sono fatto anche un’idea fisica su com’è la situazione: tutto sta a fare un ragionamento a un tavolo per definire la situazione». Domenica infatti il sindaco ha fatto un giro in città sotto la pioggia insieme alla Protezione civile.
Il pentagono delle criticità. Sono cinque i punti dove sono necessari degli investimenti strutturali: dal sottopasso di via Firenze all’incrocio con via Enriques, da via Provinciale Pisana a via Pian di Rota fino alla rotatoria di via Firenze. Quest’area domenica era tutta allagata, tanto che è stato necessario chiudere l’Aurelia in quel tratto.
Ecco gli interventi necessari. Prima di tutto, come spiega Gonnelli, c’è bisogno di un’idrovora nel sottopasso di via Firenze e solo quella costerà tra uno e due milioni. In più, sono necessari altri investimenti a partire dal potenziamento della fognatura bianca e la realizzazione di una cassa di espansione sull’Ugione. Interventi strutturali importanti, per i quali però mancano i fondi, almeno per il momento. «I quartieri nord sono vecchi, esistevano da prima dei campi agricoli, e gli interventi sono stati pochi negli anni. C’è anche da dire che oggi piove di più - sottolinea Gonnelli - Certo, qualcosa è stato fatto, non stiamo all’anno zero, ma posso dire serenamente che gli interventi fatti non sono sufficienti a garantire la sicurezza».
Manutenzione dei fiumi. Il secondo punto su cui sta lavorando la Protezione civile comunale è la manutenzione straordinaria dei rii. «Ci spendiamo oltre 100mila euro l’anno - dice Gonnelli - e i risultati si vedono. E stiamo spingendo molto anche sulla pulitura delle fognatura». Quest’ultimo è un po’ il punto più debole del sistema cittadino di assorbimento dell’acqua, come sottolineano anche i residenti. A questo proposito, Gonnelli evidenzia che «però anche il cittadino deve metterci un po’ di senso civico».
Danni e rimborsi. La giornata di emergenza di domenica per ora è costata 35mila al Comune tra personale al lavoro e impegno straordinario. Ma i danni maggiori sono quelli strutturali subìti da privati e pubblico. L’amministrazione invita i cittadini a presentare la domanda relativa ai danni. Attualmente il Comune sta redigendo i vari report, poi presenterà la richiesta dello stato di crisi alla Regione.
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