Il Tirreno

Livorno

«Livorno sia capoluogo della nuova provincia»

di Giorgio Carlini

Approvata la mozione sul riordino delle province, però Romano (Idv) e Giubbilei (Pdl) si astengono. Cosimi: «Follìa sperare nella sconfitta del sindaco»

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LIVORNO. «Difendere la posizione espressa sul riordino delle province, a tutti i livelli istituzionali e politici di dibattito e decisione, sull'attuazione della legge che stabilisce Livorno città capoluogo della nuova Provincia». Termina così il documento approvato dal consiglio comunale, in cui si afferma con fermezza che il ruolo di capoluogo della futura provincia spetta a Livorno.

La mozione rappresenta l'aggiornamento di quella già votata all'unanimità il 19 settembre scorso. Nel frattempo, però, le modifiche introdotte dal Governo hanno portato a una nuova mappa, secondo la quale Livorno dovrebbe formare la maxi-provincia della costa nord con Massa-Carrara, Lucca e Pisa. Se sarà applicato il criterio del comune più popoloso, il capoluogo spetterà a Livorno. Ma nella bozza del nuovo decreto, all'articolo 3, appare un preoccupante "salvo il caso di diverso accordo, anche a maggioranza, tra i comuni". Proprio contro quelle parole si rivolge il documento aggiornato. Nella mozione s'invita il Parlamento a "confermare il criterio sancito nel comma 4 bis della L. 125/2012" (maggiore popolazione residente), e a eliminare la possibilità di una decisione diversa presa a maggioranza tra i comuni.

Il documento, però, non ha ottenuto il voto unanime dei consiglieri. I pareri favorevoli sono stati 32, ma si sono registrati due astenuti: Gionata Giubbilei (Pdl - Berlusconi Presidente) e Andrea Romano, che ha usato parole pesanti. »Da settembre non avete fatto niente - afferma il consigliere Idv - ora ci chiedete di assumerci le stesse responsabilità. Quando vi pare gli altri non contano nulla, vedi la giunta monocolore e la modifica arrogante delle commissioni. Ora che sulla Provincia si prospetta una cocente sconfitta, volete che si prendano le legnate tutti insieme ».

Gli altri consiglieri di opposizione (Tamburini, Palmerini, Cannito, Bartimmo e Giannini su tutti) hanno parlato di "debolezza dell'amministrazione", sottolineando come a loro avviso fosse necessario portare avanti un'iniziativa più diretta e incisiva, e come non si possa parlare di "stesse responsabilità" di tutte le parti politiche. Ciò nonostante, hanno espresso parere favorevole.

»La nostra posizione è sempre stata chiara - risponde il sindaco Alessandro Cosimi - Oggi chiediamo che il testo sia riportato alla sua dizione originaria e che siano rispettati i criteri oggettivi. Se le cose andranno male, la responsabilità ricadrà sul sindaco. Ma da qui a dire che si gode se il sindaco sarà sconfitto, con Livorno che non sarà capoluogo, è una follia».

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