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Livorno

guardie mediche

La polemica prosegue per vie legali

LIVORNO. Andranno avanti per vie legali i medici di continuità assistenziale (guardia medica) attivi nella postazione livornese, dato che l'Asl 6 va dritta per la sua strada affermando di voler...

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LIVORNO. Andranno avanti per vie legali i medici di continuità assistenziale (guardia medica) attivi nella postazione livornese, dato che l'Asl 6 va dritta per la sua strada affermando di voler ridurre da quattro a tre il numero di professionisti presenti su ogni turno di lavoro.

Ieri pomeriggio si è svolto il comitato aziendale - per l'Asl 6 c'era il direttore sanitario Luca Lavazza e per i medici alcuni responsabili delle sigle sindacali Fimmg e Smi - che però non ha portato ad alcun accordo. «L'azienda è un muro di gomma - spiegano i medici attivi in continuità assistenziale - dicono che non hanno soldi e che procederanno con la riduzione del personale per turno a partire dal primo dicembre». Ma i professionisti non ci stanno. «Abbiamo fatto un tentativo di mediazione - dicono i medici - proponendo di congelare momentaneamente questa ristrutturazione per un mese e nel frattempo avviare un tavolo di confronto. Ma l'azienda ha rifiutato». Così i medici hanno deciso che avvieranno un'agitazione sindacale.

Ma anche il direttore della Società della Salute, dottor Luca Menichincheri, tiene a fare alcune precisazioni: «Il progetto di rimodulazione viene analizzato da mesi. Uno studio di quanto effettivamente erogato ha messo in luce la possibilità di migliorare le risorse a disposizione senza modificare la quantità e qualità del servizio, come viene anche dimostrato da altre zone dell’ azienda in cui è già stata applicata. Passando dallo stato attuale a quello proposto – continua – il “carico di lavoro” passa mediamente da 12 a 16 prestazioni a medico per un turno di 12 ore ovvero da una ogni 60 minuti a una ogni 45».«Tale rimodulazione dunque – conclude – non modifica in alcun modo il volume delle prestazioni garantite al cittadino, né comporta la riduzione del bacino di medici impegnati nel servizio, a nessuno di loro verrà tolta la convenzione per un’attività che per molti di loro è comunque secondaria».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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