Il Tirreno

Livorno

2 ore di lavoro da devolvere alle popolazioni allagate

La Cgil per solidarietà rinuncia allo sciopero

La Cgil per solidarietà rinuncia allo sciopero

LIVORNO. «Un atto di solidarietà verso le popolazioni colpite dal maltempo, ecco perchè la Cgil provinciale ha deciso di non partecipare allo sciopero nazionale in difesa del lavoro e contro l’austeri...

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LIVORNO. «Un atto di solidarietà verso le popolazioni colpite dal maltempo, ecco perchè la Cgil provinciale ha deciso di non partecipare allo sciopero nazionale in difesa del lavoro e contro l’austerità». Sono le parole di Maurizio Strazzullo, segretario provinciale Cgil alla vigilia dello sciopero che si terrà in tutta Italia, promosso dalla Confederazione europea dei sindacati, per manifestare contro il blocco della crescita e la disoccupazione in continuo aumento.

«Pur confermando la nostra adesione alla giornata di mobilitazione – continua Strazzullo - la Cgil ha deciso di sospendere l’adesione all’iniziativa per i territori costieri, in modo da favorire la massima concentrazione di sforzi e di attenzione da parte degli enti di soccorso verso le popolazioni colpite dal maltempo di questi giorni e per l’allerta meteo che continua». Un atto di solidarietà che si concretizza in una richiesta che la Cgil farà ai lavoratori: «Chiederemo di firmare una sottoscrizione per raccogliere fondi, perché la retribuzione di due ore del loro lavoro sia destinato alle popolazioni della Toscana che si trovano in difficoltà». Una decisione questa che, seppur non colpisce in maniera diretta Livorno, guarda a quelle città come Massa Carrara e Grosseto che hanno subito gravi danni: «Crediamo che sia un atto dovuto – spiega Strazzullo – tuttavia la decisione di non partecipare allo sciopero non è stata presa con leggerezza, dato che ormai tutto era pronto». Poi Strazzullo lancia un appello ai sindacati provinciali di Uil e Cisl «che hanno scelto di non aderire allo sciopero e questo ci dispiace molto: speriamo che almeno aderiscano alla sottoscrizione».

La mobilitazione di domani, che si sarebbe dovuta concludere al teatro Quattro Mori con una serie di interventi da parte dei lavoratori del settore pubblico, della scuola, del commercio e dell’industria, aveva ottenuto molti consensi, erano attesi ben sei pullman di manifestanti davanti a Piazza del Pamiglione, 2 provenienti dalla provincia e 4 con a bordo il comparto operaio e della raffineria. L’obiettivo dello sciopero è di «porre fine alle politiche di austerità che stanno trascinando l’Europa nella stagnazione economica - conclude Strazzullo - per dare priorità all’occupazione, soprattutto giovanile. Basta con la privatizzazione dei servizi pubblici, con l’attacco alla contrattazione collettiva e allo smantellamento della protezione sociale. Basta accanirsi contro pensionati e lavoratori, più iniziative verso i responsabili veri della crisi cioè le banche e la finanza e una lotta contro i paradisi fiscali».

Valeria Cappelletti

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