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Livorno

Sopralluogo Idv alle Sughere: «Servono soldi e più personale»

Sopralluogo Idv alle Sughere: «Servono soldi e più personale»

Il capogruppo regionale Marta Gazzarri in visita al carcere di Livorno: «Con l’apertura del nuovo padiglione i problemi aumenteranno»

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«Le Sughere un anno dopo la mia ultima visita. Stesse strutture che cadono a pezzi, stesse gravissime carenze di fondi per qualsiasi attività rieducativa o ricreativa per i detenuti, stessa incertezza sul suo futuro». Questo il commento di Marta Gazzarri, capogruppo Idv in Consiglio regionale della Toscana, a seguito del sopralluogo alle carceri di Livorno.

«Oggi ci sono 138 detenuti e 140 agenti e la situazione è, come facilmente intuibile, molto migliorata. Con l'apertura del nuovo reparto però il numero degli agenti resterà inalterato. Una notizia choc che porterà di nuovo la struttura livornese, segnata dai cronici problemi dovuti alla carenza di fondi, al collasso. In attesa della nuova sezione che dovrebbe aprire tra circa sei mesi e che ospiterà altri 200 detenuti, momentaneamente accantonato quindi il problema del sovraffollamento, resto fortemente perplessa sul ruolo che andrà a coprire le Sughere in futuro». « Proprio la carenza di fondi- ha continuato Gazzarri- fa sì che chiunque si trovi a vivere le Sughere, che sia per scontare la pena o per lavoro, tocchi con mano una situazione emergenziale. Basti pensare che la manutenzione della struttura e dei mezzi per il trasporto carcerario è praticamente inesistente. Dati alla mano, gli agenti parlano di soli 500 mezzi presenti in Italia di cui 130 attivi, 120 in attesa della manutenzione e gli altri definitivamente accantonati. Come si può pensare di garantire la sicurezza in queste condizioni? I fondi a disposizione dei penitenziari sono esigui ed è necessario prevedere un piano straordinario di manutenzione che possa restituire un minimo di vivibilità».

Senza soldi- ha concluso Gazzarri- «è impensabile pensare ad un percorso civile di riscatto per i detenuti. Una riorganizzazione complessiva del sistema carcerario è oggi più che mai necessaria e questa non può che andare a vantaggio di tutti».

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