Il Tirreno

Livorno

È di Fiorella Mannoia il cielo sopra il Goldoni

Lara Loreti
È di Fiorella Mannoia il cielo sopra il Goldoni

L’artista romana ipnotizza il pubblico livornese nella tappa del suo tour Sud: canta e balla il disagio dell’Africa, sul palco con la sua band formata anche da artisti senegalesi

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Elegante, sensuale, profonda, scatenata nei ritmi del Sud che danno il nome al suo tour che ieri sera ha fatto tappa in città. Fiorella Mannoia è un'artista completa che fa cantare, ballare, sorridere e soprattutto riflettere il pubblico del teatro Goldoni, pieno nonostante il maltempo.

Fiorella è magica e poetica mentre si muove con garbo nei suoi lunghi vestiti ondeggianti. Mentre con la sua inconfondibile voce caldissima intona tra gli applausi "Sally" di Vasco. Ma sa essere anche una ballerina contagiosa quando si muove al ritmo delle percussioni con jeans glamour e tshirt con la scritta "Me" del suo tour.

Fiorella cantante impegnata. Parla dell'immigrazione e in riferimento a una sua nuova canzone eseguita con musicisti del Burkina Faso dice che «il nostro destino che sarà multietnico e non c'è nessuna Bossi-FinI e nessun reato che potrà impedirlo». E aggiunge: «Parlo d'Africa e Sudamerica per diffondere le mie idee: questi Paesi non vanno saccheggiati, come avviene da centinaia di anni, ma vanno aiutati ad autogovernarsi, come ha fatto Thomas Sankara per il Senegal: a lui è dedicato il mio tour».

Canta e dialoga ancora con i suoi fan a cui dice – come se ce ne fosse bisogno – che ogni suo brano racconta una storia. «Spesso mi sono chiesta cosa deve provare un genitore che vede un figlio andar via e non sa quando tornerà e spesso arrivano notizie non edificanti. Un figlio che esce dalla propria casa, cosa dovrebbe dire a una madre? Ho scritto una canzone immaginando le raccomandazioni di una madre a una figlia che va via: non ho avuto figli ma le donne sanno che siamo tutte madri». Applausi.

Poi prende il microfono canta ed emoziona quando intona il verso magico: «Rivendica il diritto ad essere felice». Nuovi successi del disco Sud ma anche grandi classici reinterpretati in chiave reggae e un po' tribale: «Quello che le donne non dicono», «Oh che sarà» e «Il cielo d'Irlanda». Irresistibile quando balla e canta un omaggio a Manu Chao riadattato all'attualità: «Precariato clandestino pensionato clandestino esodato clandestino!»

L'artista si congeda con una maglietta bianca e pantaloni ricchi di brillantini: «Grazie grazie grazie», urla verso il pubblico mentre un fan grida: «Il cielo d'Irlanda è dentro di te».

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di Redazione web