Movimento 5 Stelle, avanti i secondi
I non eletti di ieri candidati a parlamentari di domani: «Siamo pronti per la Toscana»
di Mario Lancisi
Chi punta sul dieci, chi sul quindici e chi più prudentemente sul cinque. Difficile prevedere quanti attivisti toscani del movimento 5 Stelle di Beppe Grillo potranno approdare in Parlamento. Dipenderà dai voti che conquisteranno (i sondaggi oggi oscillano tra il 15 e il 20%, secondo partito dopo il Pd). E, ovviamente, dalla legge elettorale. Di sicuro sarà un drappello significativo.
La macchina dei meet-up è già sul piede di guerra. «Siamo pronti a lanciare la sfida per governare l'Italia e i territori», è il proclama di Alfonso Bonafede, 36 anni, avvocato fiorentino, un grillino della prima ora. «Noi a Firenze potremmo essere impegnati su due fronti. Le politiche e le elezioni comunali, se Renzi dovesse vincere le primarie». Ieri intanto si è tenuto il primo vertice a Figline Valdarno, a due passi da Rignano, il paese natale del Rottamatore, per fissare regole, programma e candidati (vedi articolo a parte).
Tocca ai secondi. E a fine mese, altro incontro, questa volta nazionale per stilare il listone di tutti i candidati da mettere in lista. Regola numero uno: potranno entrare in lista per il Parlamento solo i grillini che in passato si sono candidati per le elezioni comunali e regionali e che non sono stati eletti. Qualcuno ha bofonchiato, soprattutto i vecchi attivisti che non si sono mai candidati a nulla e che ora perdono il treno anche per Roma. «E' stata un'idea geniale di Grillo per evitare che si avvicinino al movimento, come già sta avvenendo, cani e porci per salire sul carro del vincitore. I soliti trasformisti», polemizza il consigliere comunale di Grosseto Giacomo Gori. Lui, così come gli altri 17 consiglieri comunali del M5S, sono i grillini della prima ora. Quelli che negli ultimi due anni, eletti nei consigli comunali a sorpresa, hanno attirato le luci della ribalta.
Ora avanza una nuova generazione di attivisti. I secondi, i non eletti di ieri, che diventeranno i parlamentari di domani. Una selezione che, già in questo aspetto, rivoluziona il modello classico dei partiti in cui si avanza partendo dal basso.
Dall'America per Grillo. Per capire gli onorevoli di domani - cosa faranno in parlamento, quali temi toscani porteranno a Roma - è forse utile dare uno sguardo ai consiglieri di oggi. Chi sono, come si comportano in consiglio, cosa pensano delle ultime vicende dentro il movimento. Cominciamo dai consiglieri del 2011, quando ad Arezzo a sorpresa ne vennero eletti due: Daniele Farsetti e Lucio Bianchi. Quest'ultimo, 32 anni, dottore in lingue, fino al 2010 studiava in America per la Oklahoma University, sociologia, poi è rimasto folgorato sulla via di Beppe Grillo e, tornato ad Arezzo, nella sua città, si è candidato per il consiglio comunale, ha conquistato 3mila voti e ora fa il mediatore culturale e il consigliere comunale: «Prima di allora non mi ero mai occupato di politica», dice, ma era stufo di «lamentarsi di una società ipnotizzata da corrotti e corruttori».
A colpi di referendum. Grillini di governo e di opposizione. «Non siamo contro a prescindere. A noi interessa che vengano risolti i problemi dei cittadini», sottolinea il grossetano Giacomo Gori, 41 anni, imprenditore nel settore delle energie rinnovabili, divenuto anche lui consigliere comunale nel 2011. Alfiere del fotovoltaico, Gori è fissato con i referendum deliberativi: se realizzare il polo logistico di Braccagni, sul registro delle unioni civili, se spostare una biblioteca comunale. Come altri cinquestellati è affascinato dalla democrazia di base a colpi di referendum.
Se il sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani giudica positivamente il lavoro in consiglio dei consiglieri grillini («conducono un'opposizione seria», sostiene), il collega di Grosseto Emilio Bonifazi accusa il consigliere del M5S di guardare gli altri politici con sufficienza «in nome di una visione ideologica del mondo».
A Carrara secondi. Se nelle elezioni comunali del 2011 i grillini erano delle mosche bianche e quindi guardati dai partiti tradizionali come un fenomeno folkloristico o giù di lì, quest'anno anche la politica toscana è stata investita dal ciclone Grillo. Le liste M5S infatti hanno conquistato consiglieri a grappoli: 3 a Carrara, 3 a Pistoia, 2 a Lucca, poi a Pitigliano, Reggello, Figline Valdarno. Hanno veleggiato intorno all'8%, a Carrara sono risultati il secondo partito con oltre il 14%. E il meglio deve ancora venire, dice Obama, ripete Renzi e forse a maggior ragione possono esclamare i grillini. Per loro si pronosticano risultati a due cifre.
Anche per questo i grillini sono gelosi della loro diversità, del loro essere altri rispetto al sistema dei partiti. «Il M5S vuole il rovesciamento della politica. Il Movimento ha un’idea chiara di quello che dovrà essere lo sviluppo sociale ed economico, basato non sul consumo ma sulla gestione razionale delle risorse. La strategia "rifiuti zero", ad esempio, è un'applicazione concreta di questa visione», spiega Matteo Martinelli, 34 anni, dipendente dell'agenzia delle entrate di Lucca, eletto a Carrara. Dove i grillini sono diventati il secondo partito con una campagna da poche migliaia di euro. Gli altri eletti sono stati Francesco De Pasquale, 50 anni, insegnante di lettere, e Federico Bonni, 36 anni, impiegato amministrativo.
Ambiente ma non solo. Anche a Pistoia i grillini hanno ottenuto tre consiglieri: Paola Di Maina , 29 anni, grafica; Maurizio Giorgi, 40 anni, tecnico e Giacomo Del Bino, 45 anni, educatore. Mentre Alessio Biagiotti, 31 anni, responsabile commerciale di una ditta di forniture estetiche, potrebbe correre per un posto alla Camera.
Biagiotti spiega che il M5S non si occupa solo di ambiente e di salute, ma di tutti i temi che riguardano un comune. «Siamo organizzati in gruppi di lavoro formati dagli attivisti del movimento che seguono, in base alle proprie competenze, le attività del Comune e portano il loro lavoro in assemblea dove i cittadini ascoltano e propongono le proprie idee sul tema in dibattito», spiega.
La tv e il punto G. La diversità dei grillini si gioca soprattutto sul piano comunicativo. Da qui nasce, a loro dire, anche la reazione di Grillo alla partecipazione della bolognese Federica Salsi a Ballarò. Un po' tutti dicono: sì alla partecipazione alle tv locali in cui si affrontano i problemi della gente, no ai talk show del "cicaleccio politico", come lo definisce Bonafede. Ma il punto G? Grillo non è stato offensivo con le donne? «Come donna, la cosa mi lascia indifferente - dice la lucchese Daniela Rosellini, 45 anni - come cittadina, il risalto mediatico dato alla vicenda mi conferma la pochezza di certa informazione». Le fa eco la pistoiese Di Maina: «Non amo il gossip, preferisco concentrarmi sulle azioni concrete»".
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