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Cna attacca Gallanti «Serve chiarezza sulle riparazioni»
LIVORNO. «Il risultato dell'audizione in commissione consiliare del presidente dell'Autorità Portuale Gallanti non ci è piaciuto: che futuro vogliono dare l'autorità portuale ed il comune di Livorno...
LIVORNO. «Il risultato dell'audizione in commissione consiliare del presidente dell'Autorità Portuale Gallanti non ci è piaciuto: che futuro vogliono dare l'autorità portuale ed il comune di Livorno alle riparazioni navali (quelle vere) nel nostro porto?». La domanda, fondamentale per decine di aziende e centinaia di lavoratori, la ripropone il direttore della Cna Marco Valtriani. «Finora - dice - non è stata data una risposta chiara».
«Non è chiaro - aggiunge Valtriani - se al comitato portuale del 28 novembre verrà presentata una proposta che include le riparazioni navali o piuttosto si stia preparando un bando che sostanzialmente vede nel refitting degli yacht l'unica attività effettuabile nell'area dei bacini».
Cna sottolinea che sono due attività ben diverse, entrambe valide e che possono sicuramente trovare la via di una compresenza, come dimostrato dalle navi mercantili o passeggeri riparate in questi anni. «Senza minimamente incidere sulle attività di Azimut», specifica Valtriani.
«Il bando dunque sarà il vero discriminante e sui presupposti che guideranno la sua stesura deve essere fatta estrema chiarezza sia dall'autorità portuale che dal comune - aggiunge il direttore di via Martin Luther King -. Il bacino grande è stato costruito per la riparazione di grandi navi, navi che altri porti fanno a gara per accaparrarsi e per le quali si stanno progettando in altri scali le costruzioni di megabacini come il nostro (vista la scarsità di strutture del genere nel Mediterraneo e gli ingenti fatturati che garantiscono): questa tipologia di utilizzo deve essere quindi salvaguardata, e non è certo la stessa cosa del fare refitting agli yacht o del farne per essi un mega parcheggio a pagamento».
Cna chiede chiarezza a Gallanti e all’Autorità. «Ma anche assunzione piena di responsabilità - dice Valtriani -: se si vuol far morire l'attività di riparazione navale vera si deve dire; se si vuol far continuare si deve operare perché ciò avvenga, senza nascondersi dietro ipotetiche spese faraoniche per il ripristino della funzionalità del bacino grande per il quale alcuni finanziamenti sono già disponibili da anni presso l'autorità portuale e del restante importo potrebbe farsi carico l'aggiudicatario della gara, come la Gestione Bacini spa ha già da tempo ipotizzato con un vero e proprio piano industriale».
«Dovranno comunque farsi due gare diverse - chiude il direttore - sarebbe miope e dannosa per l'economia portuale livornese».
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