Il Tirreno

Livorno

premiato il comune

Quasi 200mila euro per le donne vittime di violenze

LIVORNO. Un alloggio temporaneo, una “casa di sollievo”, che permetta alle donne vittime di violenze domestiche di riacquistare tranquillità e fiducia. E’ il punto cardine del progetto “OR.E....

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LIVORNO. Un alloggio temporaneo, una “casa di sollievo”, che permetta alle donne vittime di violenze domestiche di riacquistare tranquillità e fiducia. E’ il punto cardine del progetto “OR.E. Antiviolenza” (Orientamento Empowerment Antiviolenza), presentato dal Comune di Livorno con l'associazione Ippogrifo e secondo classificato nel bando di finanziamento nazionale promosso dal Dipartimento delle pari opportunità. Un secondo posto che, tradotto, significa 190mila euro, di cui 20mila in cofinanziamento, per consolidare le attività di assistenza alle donne che subiscono violenze o stalking. «Esprimo la mia più viva soddisfazione – ha esordito Gabriele Cantù, assessore al sociale con delega per le pari opportunità – questo cospicuo finanziamento permetterà di allargare la Rete Antiviolenza istituita nel 2011 in collaborazione e partnership con l'Arma dei Carabinieri, la Questura e le Asl. Si tratta di un sistema già consolidato, che da anni funziona a pieno ritmo trovando nel Centro Donna di Largo Strozzi, gestito dal personale dell'Ippogrifo, il suo naturale punto di riferimento. Le donne vi si recano spontaneamente e questo rende più facile denunciare situazioni di disagio e costrizione».

Il progetto, della durata di 24 mesi, prevede inoltre il potenziamento di altri servizi come tutoraggio, reinserimento lavorativo e sociale, sostegno alla genitorialità, attività di laboratorio creativo per i bambini. Una psicologa svolgerà un intervento mirato alla prevenzione e al trattamento del disagio infantile. Sarà istituita una linea di emergenza diretta e infine, sarà replicata l'esperienza del corso di autodifesa che, nella sua ultima edizione, ha riscosso un successo inaspettato. «Sia chiaro – sottolinea Maria Giovanna Papucci, presidente dell'associazione Ippogrifo – non si tratta di un semplice corso di “pugilato”, ma di una pratica che unisce alle tattiche di autodifesa, una prassi per accrescere il senso di sicurezza psicologica e arginare le fragilità».

Martina Corirossi

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