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Norme anti bidoni Carichi più sicuri dopo l’Eurocargo
LIVORNO. Non solo inchini e limiti da non oltrepassare per le navi che si avvicinano alla costa dell’Arcipelago toscano. La serenità della navigazione e la tutela ambientale passano anche dalle...
LIVORNO. Non solo inchini e limiti da non oltrepassare per le navi che si avvicinano alla costa dell’Arcipelago toscano. La serenità della navigazione e la tutela ambientale passano anche dalle misure di sicurezza per fissare i carichi di traghetti e portacontainer. Ed ecco che il decreto cosiddetto anti inchini (varato dal Governo dopo la tragedia del Giglio) diventa anche “anti bidoni”, con un evidente riferimento al caso dello sversamento in mare dei 198 fusti tossici persi dall’Eurocargo Venezia al largo della Gorgona, lo scorso dicembre.
L’articolo due del decreto, realizzato dal ministro dei Traporti Corrado Passera insieme al collega dell’Ambiente Corrado Clini, prevede ulteriori misure per la protezione di aree particolarmente vulnerabili come il Santuario dei cetacei. La nuova norma stabilisce che le navi che trasportano su ponti scoperti sostanze inquinanti, pericolose o anche rimorchi, container, camion e così via “devono adottare sistemi di ritenuta del carico che ne garantiscano la massima tenuta e stabilità in ogni condizione meteomarina, al fine di prevenire e impedire perdite accidentali dei carichi”.
La relazione delle nuove norme del Governo con l’incidente successo il 17 dicembre scorso all’Eurocargo Venezia è molto evidente: quel giorno, peraltro, c’erano condizioni meteomarine molto avverse. Ed evidentemente il carico della nave poteva essere fissato in maniera più salda. Una parte dei 198 fusti non sono ancora stati recuperati, nonostante gli sforzi della Guardia costiera, che ha seguito da subito le operazioni. E il rischio inquinamento è altissimo.
Oltre al Santuario dei cetacei, questa parte del decreto riguarda anche la laguna di Venezia, altra area marina di gran pregio nell’ambito delle coste italiane.
Ma come sarà applicata la norma e in che modo la Capitaneria farà sì che venga rispettata? La Guardia costiera di Livorno ha già contattato tutte le compagnie che frequentano regolarmente le acque toscane (Moby, Toremar, Corsica Ferries e così via) per chiedere conto delle misure di sicurezza da loro adottate. Lo spiega l’ammiraglio Ilarione Dell’Anna, comandante della Direzione marittima della Toscana e della Capitaneria di Livorno: «A tutte le compagnie di navigazione abbiamo chiesto cosa abbiano fatto per attuare il decreto e loro ci hanno illustrato i sistemi utilizzati per fissare i carichi e per rafforzare la sicurezza. L’obiettivo è innanzitutto quello di responsabilizzare le società e invitarle a una maggiore attenzione». Per cominciare, le compagnie hanno istruito i comandanti delle navi sulle nuove regole, manifestando il proposito di sanare al più presto le eventuali situazioni non a norma.
Per quanto riguarda tutte le altre navi che transitano quotidianamente nella zona marina di Livorno, sono informate delle nuove norme sul rafforzamento dei sistemi di rizzaggio del carico attraverso i consueti avvisi ai naviganti.
Lara Loreti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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