Il Tirreno

Livorno

«Incastrati in una matrioska»

Kutufà contro il governo: Firenze ci nasconde, le minicompetenze danneggiano tutti

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LIVORNO. «Hanno trasformato la Toscana in una matrioska: la bambolina di Arezzo, la più piccola, contenuta da quella di Grosseto e Siena, contenuta a sua volta da quella di Livorno, Pisa, Lucca e Massa. Tutte quante raccolte dentro la supermamma fiorentina. Una bambolona enorme che in realtà nasconde tutte le altre». Giorgio Kutufà usa un’immagina che rende bene il quadro della Toscana dopo il decreto sul riordino delle province. «Già ora la situazione era squilibrata tra l’area centrale e le aree della costa decisamente più deboli. Se la riforma diventerà definitiva così, come ce l’ha presentata il governo la scorsa settimana, gli squilibri a nostro danno aumenteranno, visti i poteri effettivi che avrà la città metropolitana e le competenze risicate che avranno le province. Questo non possiamo accettarlo», dice aprendo un consiglio provinciale incentrato per buona parte sul ridimensionamento degli enti intermedi.

Kutufà chiede una revisione totale del decreto in sede di conversione in legge: «E’ fondamentale stabilire le competenze che ad oggi sarebbero minime con gravi riflessi anche sul destino del personale - dice -. Attenzione però: il super accorpamento di quattro province che si registra solo qui, non solo ricadrà sui nostri dipendenti ma anche su tutti gli organi periferici dei vari uffici». Per quanto riguarda il capoluogo, il presidente di palazzo Granducale non ha mancato una frecciata polemica verso i dirimpettai di palazzo civico, pur senza mai nominarli: «Tutti i grandi porti europei sono nelle città capoluogo di regione. E’ una battaglia importante, sono soddisfatto di una mobilitazione che sta coinvolgendo anche il resto della città, seppur un po’ tardiva». Poi la questione della giunta soppressa da gennaio 2013: «L’operatività sarà difficile, di fatto questa transizione sarà guidata dai dirigenti in una sorta di governo tecnico. Il Parlamento deve rivedere questo aspetto e cancellare l’annullamento della giunta. E va rivista anche la questione delle elezioni nel novembre 2013, visto che è fuori logica che a votare un organismo che resterà in carica fino al 2018 siano i consiglieri comunali e i sindaci uscenti».

«Si sconta il predominio di Firenze», ha commentato all’apertura del dibattito Malanima (Pdl). Ceccantini (Pd) ha sottolineato che «questa zonizzazione niente ha a che fare con un’esperienza europea. I partiti votino no al decreto». Da Vaccaro (Pdl) la richiesta di un consiglio straordinario congiunto.

Giulio Corsi

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