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In sala operativa arriva Pelagus: la carta d’identità delle navi in un click 24 ore su 24
LIVORNO. Uno slalom tra aree marine protette e rigassificatore, divieti di transito vecchi e nuovi, ed esigenze di garantire il traffico delle navi nel porto di Livorno, di Capraia e intorno alla...
LIVORNO. Uno slalom tra aree marine protette e rigassificatore, divieti di transito vecchi e nuovi, ed esigenze di garantire il traffico delle navi nel porto di Livorno, di Capraia e intorno alla nave Olt. Rendere il mare più sicuro attraverso l’attuazione del decreto Passera-Clini non è stata un’impresa facile per la Capitaneria di Livorno. Destreggiarsi tra le norme imposte dal Governo e attuarle nel labirinto delle mappe marine toscane - dove erano già presenti confini di protezione delle zone marine di pregio - è stato un esercizio complicato per gli esperti della Guardia costiera che hanno dovuto adattare la legge nazionale all’articolata situazione toscana, livornese in particolare. I tecnici della Capitaneria, guidati dall’ammiraglio comandante Ilarione Dell’Anna, hanno studiato dei veri e propri corridoi marini, facendo in modo che non si creasse il paradosso per cui un decreto nato, dopo la tragedia del Giglio, per rendere il mare più sicuro avesse l’effetto assurdo di complicare le cose e aumentare il rischio incidenti.
Le nuove norme saranno in vigore da lunedì e prevedono in generale il divieto di navigazione, ancoraggio e sosta, per le navi superiori alle 500 tonnellate, a due miglia dalle aree marine protette delle coste toscane. Quindi i nuovi limiti non valgono per pescherecci, barche piccole, motoscafi etc.
A rendere particolare la situazione, oltre alle isole e al porto, è dunque il progetto Olt: la condotta sottomarina, che corre verso il Calambrone, è già pronta mentre arriverà tra gennaio e febbraio la nave, che ora si trova in cantiere a Dubai. Tutto ciò va a sommarsi all’intenso traffico in entrata e in uscita dal porto: 13mila navi l’anno, in tutto. Senza deroghe, si sarebbe creato una sorta - per così dire - di triangolo delle Bermude, con corridoi d’acqua strettissimi. Ed è qui che è entrata in gioco l’intelligence della Capitaneria, guidata dal comandante Dell’Anna, con la collaborazione del capitano Massimo Seno. Ma vediamo nel dettaglio cosa succederà nelle acque labroniche.
Livorno, grande porto. «La cosa più importante è garantire il transito delle navi in sicurezza - spiega l’ammiraglio Dell’Anna - A questo pensa la Capitaneria, che monitora costantemente la situazione nel cono del porto per garantire il rispetto degli spazi». A questo scopo, nell’area portuale sono previste delle deroghe al decreto Passera-Clini.
La Meloria e l’Olt. Nella parte sud delle Secche della Meloria, essendo attaccata allo scalo, non c’è una fascia proibita. Per quanto riguarda invece la zona ovest, è prevista un’interdizione di 0.7 miglia, invece che due come vorrebbe il decreto, per evitare sovrapposizioni al traffico marittimo legato al rigassificatore dell’Olt. «Ogni settimana è previsto l’arrivo di una nave diretta alla piattaforma per i rifornimenti - spiega l’ammiraglio Dell’Anna - ciò vuol dire 52 navi all’anno. Questo movimento si somma al traffico del porto e a tutte le altre più piccole imbarcazioni di passaggio. Con la deroga evitiamo che il sommarsi di divieti possa compromettere anziché agevolare la navigazione». Il limite ulteriore di 0.7 miglia va ad aggiungersi alle acque della Meloria (la cui area misura circa 5 miglia per 5).
Gorgona e Olt, i rischi. È prevista una deroga nella parte nord dell’isola (0.7 miglia invece che 2), anche in questo caso per la presenza del rigassificatore. «Se non avessimo previsto la deroga - spiega il capitano Seno - ci sarebbe stato un passaggio per le navi così stretto da rendere pericolosa la navigazione. Ci sarebbe stato un corridoio di sole due miglia, invece grazie alla deroga ce ne saranno quasi 5. Inoltre, il canale in questione si trova proprio davanti al porto di Livorno, area molto frequentata. E ciò avrebbe acuito il rischio». Per il resto, la soglia resta di 2 miglia (più le 3 attuali).
Capraia. Nessun problema per l’isola: interdizione di 2 miglia che si somma a quella di 3 già esistente, creando un cerchio di protezione di cinque miglia.
Pelagus e radar. La Capitaneria garantirà il rispetto delle nuove norme grazie al nuovo sistema di controllo delle navi Pelagus, basato sulle onde radio. In più, ci sono nuovi radar (con prestazioni superiori) già stati installati a Gorgona, in Darsena Petroli, a Poggio Batteria (Piombino) e sull’Argentario. Ma la Regione guarda avanti e sta già studiando nuovi sistemi satellitari.
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