Il Tirreno

Livorno

Ztl, negozianti: anche 90 multe a testa

di Lara Loreti
Ztl, negozianti: anche 90 multe a testa

Sanzioni salate per l’accesso con i furgoni delle ditte ai varchi in orari vietati: protesta in Comune. I vigili: «Fate ricorso»

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LIVORNO. C’è chi ha preso 30 multe, chi ne ha collezionate una cinquantina e chi ha addirittura sfiorato il record di 90 verbali. Ogni sanzione ammonta a 89.90 euro: basta fare due conti per avere un’idea dell’ammontare della cifra totale dovuta dai commercianti all’amministrazione comunale. E altre contestazioni sono in arrivo. Una bella bagarre quella che si è consumata ieri pomeriggio davanti al Comune. Da una parte i titolari di ditte che fanno consegne in centro con pacchi di verbali in mano; dall’altra i vigili. Oggetto del contendere, le multe per aver varcato gli accessi delle ztl del centro in orari non consentiti. I verbali stanno fioccando come grandine sui commercianti che, ignari delle novità introdotte dall’ordinanza, per mesi sono passati davanti ai varchi. Fino ai primi di luglio infatti, l’accesso era sempre libero . Poi invece, le regole sono cambiate e sono stati introdotti dei limiti, con fasce orarie: 7.30-10.30 e nel pomeriggio dalle 15 alle 16. Ci sono però delle categorie che possono ottenere delle deroghe, presentando una richiesta di permesso per passare tutto il giorno senza limiti. Lo scopo è contenere il traffico e l’inquinamento. Solo che l’effetto “collaterale” della nuova norma ha portato i commercianti all’esasperazione per l’arrivo improvviso di centinaia di multe. E che sorpresa per i piccoli imprenditori scoprire che la disavventura era comune a molti di loro: decine di persone coinvolte nello stesso malinteso. Ma se da un lato “compagno al duol scema la pena”, dall’altro sarà dura ora affrontare il problema. Anche perché, come spiegano i vigili urbani, le multe non possono essere annullate in nessun caso, ma tutto deve passare attraverso i ricorsi al prefetto o al giudice di pace.

«Nessuno ci ha avvisati di questo cambiamento - denuncia Massimo Cecilia della lavanderia in via Fioravanti a Fabbricotti - e i cartelli non sono per niente chiari. Alcuni sono rimasti identici a prima e sono cambiati solo i numerini delle fasce orarie scritti sul segnale. Altri cartelli invece non sono stati toccati. Quando la norma è cambiata, abbiamo chiesto spiegazioni agli agenti, per strada, ma spesso abbiamo ricevuto risposte evasive. Il punto è che noi per lavoro siamo costretti a passare tante volte davanti alle telecamere e queste nuove regole ci penalizzano molto».

Ieri tra i commercianti che protestavano al Comando della polizia municipale c’erano anche i titolari del Bon ton, rappresentanti dall’avvocata Daniela Bilotti, che sta lavorando al caso delle multe con la collega Giulia Bigazzi. «Questa ordinanza a nostro avviso crea delle discriminazioni perché permette solo a determinate categorie di passare attraverso i varchi - spiega l’avvocata Bilotti - Non si riesce a capire in base a quale criterio delle categorie siano privilegiate rispetto ad altre. Questa è la prima cosa che contestiamo. Poi c’è da dire che l’ordinanza è stata applicata con metodi scorretti. L’esecuzione è sbagliata perché i cartelli stradali non sono cambiati, non sono stati messi segnali luminosi né tantomeno vigili al varchi». Dal canto suo, l’ufficio contenzioso della polizia municipale spiega che l’unico modo per protestare è fare ricorso al prefetto e al giudice di pace. Ma perché i verbali sono stati inviati dopo 60 giorni dal varco vietato, facendo sì che l’infrazione fosse ripetuta per mesi? I vigili rispondono dicendo che per legge ci sono 90 giorni di tempo per inviare le multe per motivi legati a tempi tecnici.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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