Gioco
Senza lavoro né casa dormono in auto con due figlie piccole
L’appello di una famiglia: «Ci siamo rivolti a tutti ma non ci danno una stanza, aiutateci la notte fa freddo»
LIVORNO. Renzo, Maura e le loro due piccole figlie dormono in una macchina da cinque giorni. Non è la prima volta che a loro capita, perché una casa non ce l’hanno, un lavoro neppure e gli alloggi precari vanno e vengono. Una storia di persone che hanno perso il posto: quello dove prendere lo stipendio e quello dove vivere.
Lui, Renzo Tinucci faceva il custode in un residence di Pisa e aveva un piccolo alloggio di servizio.
Lei, Maura Sighenzi fa la mamma e accudisce la piccola di tre mesi e l’altra figlia di dieci. Quando il suo compagno è stato licenziato, nel volgere di pochi giorni si sono ritrovati senza soldi e in mezzo alla strada.
Una settimana l’hanno trascorso le notti nella piccola Fiat Punto, poi hanno fatto una sciocchezza: hanno occupato un alloggio pubblico, destinato ad altri sfrattati. In breve sono arrivati i vigili, l’assessore comunale, le autorità varie. «Ci hanno convinto ad andarcene - racconta Renzo Tinucci - promettendo che avrebbero cercato una soluzione». La soluzione è stata che, per una ventina di giorni la donna e i bambini sono stati ospiti di una camera d’albergo. L’uomo ha dormito in auto.
Ma lunedì scorso anche la porta dell’hotel ha chiuso loro i battente in faccia. Così non è rimasto che l’automobile.
«La notte ora fa freddo e la situazione certo peggiorerà - lamenta Maura Sighenzi - non sappiamo proprio dove bussare». Hanno provato a tutte le strade dell’assistenza: hanno chiesto al Comune, all’ Asl, alla Caritas e anche alla Polizia che si occupa dei minori.
«A un certo punto - racconta ancora la donna - ho sperato di poter trovare un tetto in una casa-famiglia. Mi hanno risposto che io non sono drogata e neppure maltrattata o minacciata, pertanto non rientravo nei casi dei quali potessero occuparsi». Per questo sono venuti al giornale chiedendo di rendere pubblica la loro situazione così da lanciare un appello: «Chiedo una stanza almeno per Maura e le bambine - dice l’uomo - io in qualche modo mi arrangerò».
Una condizione di drammatica indigenza nella quale la famiglia è precipitata nel volgere di pochi mesi e dalla quale, senza l’aiuto di qualcuno non è in grado di uscire.
Le cronache di questi giorni raccontano che non si tratta di un caso isolato e che vicende analoghe sono destinate ad aumentare con l’aggravarsi della crisi mentre i servizi sociali e le associazioni caritatevoli non riescono a trovare mezzi per fronteggiare l’emergenza quotidiana.
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