Toscana
Mannoia e Capossela, voci dal sud del mondo
Domenica due concerti in contemporanea nel segno della musica d’autore. Al teatro Goldoni e al The Cage
LIVORNO. Siete ribelli o viaggiatori? Oppure entrambe le cose? Rotolare verso sud è un modo per scivolare via dalle mire dei secessionisti e scoprire tutta la ricchezza che può darci il meridione, quello che sta sotto solo per una questione di geografia. Su questa scia Livorno accoglierà domenica Fiorella Mannoia e Vinicio Capossela: due eventi in simultanea che rendono amletica la scelta, perché è un peccato doverne escludere uno.
Al Goldoni. Se vogliamo, i viaggiatori salgano sul treno che parte da palchetti, platea e loggione del Teatro Goldoni e conduce tra le braccia di Fiorella Mannoia, che domenica alle 21 comincerà la sua danza musicale inscritta dentro lo spettacolo che si chiama “Sud il tour”. Con una band di 8 musicisti, la celebre cantante romana prosegue la sua ricerca artistica coniugando la tradizione della musica italiana con le sonorità, i ritmi e le melodie legate al Sud: «C’è un grande entusiasmo per questo nuovo disco (uscito a gennaio 2012, ndr) e questa nuova tournée – ha dichiarato - . In “Sud” c'è l'emozione, innanzitutto, della scoperta del nostro Sud, quello italiano, e da qui ho esteso il ragionamento a tutto il Sud del mondo che condivide lo stesso destino. Insomma, in questo disco c'è tutto quello che si porta dentro la parola Sud: allegria, spensieratezza, malinconia, tristezza e non ultima l'emigrazione dei popoli». Reduce da viaggio in Africa, nel Kenia, per la realizzazione, tra l'altro, di un video in appoggio alla campagna a favore delle madri africane, Fiorella Mannoia si è dedicata al Sud del mondo non solo musicalmente, ma anche socialmente in questo lavoro: è, infatti, testimonial del Progetto “Axé”. Lo spettacolo, poi, è dedicato alla memoria di Thomas Sankara, leader carismatico del Burkina Faso, ucciso nel 1987 durante un colpo di stato militare. Per info sui biglietti chiamare il Teatro Goldoni allo 0586/204290.
Al The Cage. Ribelli senza rivoluzione, invocate la riscossa della musica contro la crisi, e non per rendervi migliori, bensì mostrarvi per quello che siete. Lo dice Vinicio Capossela, che domenica alle 21.30 esibirà il suo “Rebetiko Gymnastas” al The Cage Theatre di Villa Corridi (ingresso a 23 euro). È un omaggio alla Grecia, a quel genere, il rebetiko appunto, che, spiega lo stesso Capossela: «Musica nata da una catastrofe, da una grande crisi e da una colossale migrazione. Rebeta viene dal turco “rebet“, ribelle, colui che meno si tira indietro quando le città vanno a fuoco. Il rebeta è uno che non si sottomette al meccanismo del consumo e che semmai cerca la sua bellezza altrove». Sul palco con Vinicio, cantautore e polistrumentista italiano sulla scena ormai da oltre vent’anni, saliranno sei grandi musicisti della tradizione rebete ellenica. Chitarra e baglamas, fisarmonica e organo Farfisa, percussioni e bouzouki: commistione e ritorno all’identità di un popolo che può rialzarsi riscoprendo le proprie origini, anche grazie alla musica, “che, scrive John Berger, iniziò dal grido che lamenta una perdita”.
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