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Livorno

Il sindaco nell’ufficio di De Leo

Il sindaco nell’ufficio di De Leo

Il primo cittadino di Cecina dopo l’incontro: «Ho chiesto un consiglio»

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LIVORNO. Il sindaco di Cecina per dieci minuti nell’ufficio del procuratore. Ma quello che i due spiegano dopo la chiacchierata è un «No comment» sia da parte di Francesco De Leo, ma nessuna notizia neppure dal sindaco Stefano Benedetti. L’incontro di ieri mattina alle 11,30 tra il primo cittadino e il segretario comunale Salvatore Giangrande nell’ufficio del capo della Procura della Repubblica di Livorno è avvolto nel mistero.

Benedetti si limita ad una risposta stringata: «È stato un incontro di natura istituzionale, legato all’attività amministrativa del nostro comune. Si è trattato solo di un consiglio che abbiamo chiesto al procuratore». Il tono del sindaco è rassicurante.

Ma è innegabile che la notizia di questa «visita», che esula dal normale protocollo dei rapporti istituzionali, alimenti curiosità e dia spazio ad una serie di interrogativi. Che consiglio possono mai chiedere un sindaco ed un segretario generale ad un magistrato? E per di più al capo della procura?

Sgombrato il dubbio che possa trattarsi della vicenda delle famiglie cecinese inguaiate dal commercialista, poi deceduto (di cui abbiamo dato notizia ieri), si possono avanzare solo ipotesi. Come quella che porta alla vicenda del bando di gara per l’assegnazione di Villa Guerrazzi. Una vicenda intricata, con una gara d’appalto congelata, un vincitore stoppato per un vizio di forma e la nuova assegnazione mai fatta perché sospesa da un parere che il Comune di Cecina ha chiesto all’Autorità di Vigilanza sugli appalti pubblici.

E’ solo un’ipotesi, visto che sull’incontro di ieri in via Falcone e Borsellino regna il top secret.

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