Il Tirreno

Livorno

Ai commercianti piace il garage color oro e rosso

di Giorgio Carlini
Ai commercianti piace il garage color oro e rosso

Spiegano gli esercenti: «Speriamo che riporti la gente nel centro cittadino Ben venga quindi una facciata che sia fortemente riconoscibile»

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. In via dell'Angiolo, là dove sorgerà il futuro parcheggio Moderno (con box privati e posti a rotazione), al momento c'è solo un'ampia voragine circondata da un vasto cantiere. Eppure chi transita lungo il tratto adiacente di via Grande comincia già ad immaginarsi l'impatto che avrà l'edificio con i suoi nuovi colori sgargianti.

Se sul sito internet del Tirreno i lettori bocciano la facciata dorata con particolari in rosso, ritenuta una "bruttura" da un punto di vista estetico, dai commercianti del centro arriva un'altra chiave di lettura, più ottimistica ma soprattutto legata alla funzione che dovrà assolvere il parcheggio. «Ben vengano colori accesi e strutture all'avanguardia, l'importante è che il Moderno sia d'aiuto a riportare i livornesi in città»: questo, in sintesi, il giudizio della maggior parte dei negozianti.

Luca Lenzi è il titolare di Scarpa Moda. Il retro del locale si affaccia su via dell'Angiolo, con vista sul futuro «parcheggio dorato». «Secondo me sarà molto bello - afferma - Mi piace la struttura e anche la scelta dei colori». «D'altra parte - continua - si dice che Livorno sia una città moderna, il parcheggio si chiama Moderno…perché non fare una costruzione originale?». Poi l'analisi si fa concreta: «Per noi conta lo scopo. Mi auguro che la struttura porti movimento in centro».

Pensiero simile da Massimo Bernardeschi, titolare di Massimo Boutique: «L'edificio, da un punto di vista architettonico, non mi dispiace. Un parcheggio resta sempre un parcheggio, comunque meglio farlo colorato che non in metallo grigio». «Speriamo - aggiunge - che il Moderno rappresenti un'oasi nel deserto, in una zona dove i parcheggi sono sempre meno e le tariffe aumentano sempre di più».

Manola Curradi, del punto vendita Swarovski, ha qualche perplessità in più sul progetto: «Forse sarebbe stata più consona una costruzione tradizionale, visto che accanto ci sono un edificio in marmo e una struttura in vecchio stile come il Kino-Dessè. La cosa certa è che è stato uno shock vedere il cinema sventrato». Dopo la malinconia per il "Moderno che fu", c'è spazio per l'ironia: "Forse i colori accesi aiuteranno gli automobilisti a individuare il parcheggio. E chissà, magari qualche turista si fermerà pure a fotografare la struttura all'ultimo grido».

Una voce fuori dal coro arriva da Erika Gambini, dell'associazione Ecomondo - Commercio equo e solidale, con sede proprio di fronte al Moderno: «Esteticamente non ci vedo nulla di male, ma è sbagliato il punto di partenza. Benché si dica, in città ci sono molti parcheggi, che oltretutto non vengono sfruttati. Penso al nuovo Odeon, sempre deserto». «Fosse stato per me - conclude Erika - avrei realizzato una bella zona verde, con alberi e panchine, per rendere il centro più vivibile».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa