Il Tirreno

Livorno

IL PIANO DELLA CAMERA DI COMMERCIO

Tre milioni per lo Scolmatore

Tra gli interventi anche la valorizzazione della Fortezza Vecchia

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LIVORNO. Settore turistico e agroalimentare, infrastrutture, logistica e trasporti, valorizzazione della Fortezza Vecchia. Sono questi gli ambiti principali su cui verte l'impegno della Camera di commercio di Livorno, in base a quanto presentato ieri mattina nell'aggiornamento annuale del programma pluriennale.

La prima parte del documento ha individuato la metodologia con la quale operare nell'ottica sempre più pressante di revisione della spesa, mentre la seconda fa il punto degli investimenti e interventi economici in relazione alle risorse disponibili. «Ci tengo a sottolineare - dice il presidente Roberto Nardi - come dalla fine degli anni '90 le nostre disponibilità siano quintuplicate nonostante la crisi e il ripetuto taglio dei trasferimenti, passando da una cifra che si aggirava intorno a 1 miliardo di vecchie lire agli attuali 2milioni e 300mila euro».

Nel dettaglio, la Camera di Commercio di Livorno, in tandem con l'ente di Pisa, investirà 3milioni di euro totali per intervenire sulla navigabilità del canale dello Scolmatore. «Gli enti camerali - aggiunge Nardi - sono gli unici soggetti a non aver ridotto le disponibilità rispetto all'accordo iniziale». Sempre nell'ambito delle infrastrutture, una somma pari a un milione di euro sarà dedicata al sostegno della aeroportualità elbana e della viabilità in direzione del porto di Piombino. E infine il capitolo ambiente: «La Camera di Commercio - annuncia il suo presidente - guarda con interesse alle prospettive aperte dal progetto Elena (European Local Energy Assistance), con l'impegno di fondi per l'energia sostenibile a livello locale». A oggi, la previsione di entrata per il 2013 è di 9,5milioni di euro, con il oltre 40% di investimenti. La nota dolente riguarda l'"evasione", ovvero 1,5 milioni di non riscosso. «Stiamo rafforzando gli strumenti per contrastare questo complesso fenomeno», assicurano i vertici. Solo il 27%, meno di un terzo delle entrate, sarà assorbito dai costi del personale. Anche l'ente camerale affronta il difficile compito di razionalizzazione delle risorse. Entro la fine del 2013 la Cc conta un abbattimento del 95% del materiale cartaceo con lo sviluppo della casella postale certificata e l'uso di procedure telematiche. «Il governo non ha mai esplicitato l'intenzione di abolire le Camere di Commercio, seguendo le strategie di scala che hanno coinvolto le province - ci tiene a chiarire Nardi - secondo il giudizio del ministro Passera gli enti camerali hanno svolto negli ultimi due anni di crisi funzioni cruciali di sostegno delle economie locali».

Martina Corirossi

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