«Crociere, accordo entro marzo»
Intesa Cilp, Porto 2000 e Neri o parte il ritiro delle concessioni. «Ma sarebbe una sciagura»
LIVORNO. «Se entro marzo non ci sarà l’accordo saremo costretti a fare un atto autoritativo, ma non è questo il nostro obiettivo, sarebbe una sciagura per il porto...». In ballo ci sono le crociere e i traffici forestali, che si danno battaglia all’Alto Fondale. Agli accosti 46 e 47, che oggi sono in concessione a Cilp (braccio della Compagnia), ma che il nuovo piano regolatore destina alle crociere, quindi alla Porto 2000.
«Il piano regolatore – ricorda Gallanti – è stato adottato, ma non è ancora operativo». Ecco perché «stiamo elaborando una soluzione transitoria tra Cilp, Porto 2000 e Scotto (Neri)». Facciamo un passo indietro: tra la società di Raugei e quella di Piccini c’è un accordo per lasciare alle crociere i due accosti in concessione a Cilp, trasferendo la cellulosa al Molo Italia. Il problema è che il lato nord del Molo deve essere ancora dragato, mentre a sud opera Neri. «È stata fatta la gara per il dragaggio e stiamo valutando la discarica per lo smaltimento – fa sapere Gallanti – ma le procedure sono lunghe. Parliamoci chiaro: non ce la faremo per la nuova stagione croceristica, così stiamo elaborando una soluzione transitoria e ho chiesto al Comune di partecipare al tavolo con i tre operatori. L’obiettivo è lasciare gli accosti 46 e 47 alle crociere e fare un uso di reciprocità degli altri spazi. Giusto il tempo – sottolinea – di dragare il lato nord. Spero nell’aiuto di istituzioni, politica e comunità portuale».
«Le crociere – chiosa – sono un’enorme ricchezza per il porto, la città e la Regione: abbiamo toccato un milione di passeggeri pur non avendo una vera stazione marittima. Ora gli armatori chiedono la certezza di almeno due accosti». Senza contare che «dovremo mettere a gara le nostre quote di partecipazione alla Porto 2000 (l’Authorithy deve scendere sotto al 50%, ndr), e gli accosti aumentano il valore della società». Incalzato dai consiglieri di maggioranza e opposizione, Gallanti dice che «confido nell’accordo, se per disgrazia non lo troveremo entro marzo adotterò un provvedimento autoritativo (ritiro della concessione a Cilp). Ma vorrei evitarlo davvero: innescherebbe una guerra legale e sarebbe una sciagura per il porto». Massimo Gulì (Pd), chiede intanto di dare gambe ai progetti: «Entro fine dicembre magazzino Dole in concessione alla Porto 2000 e inizio costruzione del nuovo magazzino Cilp».(j.g.)
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