Toscana
Comune, il caso delle commissioni finisce in Procura
Romano (Idv) presenta un esposto: «Soprusi e ritorsioni» Il presidente Bianchi pronto a querelarlo per diffamazione
LIVORNO. Il riassetto delle commissioni del Comune finisce in tribunale. Ieri mattina il consigliere comunale e coordinatore provinciale dell’Italia dei Valori, Andrea Romano, ha presentato un esposto alla Procura in cui denuncia «soprusi» e «illegittimità» nella proposta di riassetto dei gruppi di lavoro presentata dai vertici istituzionali di Palazzo Civico.
«Mi sono recato in Procura – scrive – per denunciare un sopruso gravissimo: per mesi ho scongiurato tutti di occuparsi dei problemi della città anziché continuare con questa caccia all'uomo per ritorsione politica. Dopo avere sbattuto fuori dalla giunta l'Idv perché colpevole di non avermi sostituito come capogruppo, hanno tentato di sfiduciarmi dalla sesta commissione e adesso provano a sconvolgere le commissioni pur di farmela pagare per aver tenuto duro sul programma elettorale. Basta, che pensino a governare Livorno: hanno una giunta monocolore e la maggioranza assoluta in consiglio, si può sapere cosa vogliono ancora da me?».
Queste parole, durissime, finiranno sul tavolo della conferenza dei capigruppo che stamani si riunisce proprio per valutare la delibera di riassetto che il presidente del consiglio, Enrico Bianchi (Pd), porterà al voto lunedì. Nella delibera, in sostanza, è previsto un riequilibrio dei rapporti di forza all’interno delle commissioni dopo l’uscita di Sel e Idv dalla maggioranza di governo: i due dipietristi, che oggi prendono parte a sette commissioni, resterebbero con quattro. Più posti, invece, sia per Pd che per Pdl (che guadagna alla riunione fra Tamburini e Amadio).
«La delibera che discuteranno in conferenza dei capigruppo – attacca ancora Romano – non è prevista dal regolamento e non è mai stata approvata nei precedenti casi di rottura tra partiti di maggioranza: io faccio parte di alcune commissioni consiliari in base a una legittima delibera del consiglio, l'unica prevista dal regolamento. La magistratura valuterà la rilevanza penale del comportamento di chi prepara e approverà una decisione che punta a impedirmi di svolgere il mio mandato di consigliere eletto dai cittadini».
«Avrei preferito evitare la denuncia – chiude – sono dispiaciutissimo perché mi repelle l'idea di far finire in tribunale questioni politiche, ma ho chiesto invano più volte incontri o spiegazioni ufficiali. A questo punto ognuno si assuma le proprie responsabilità».
Gli risponde a tono Bianchi: «In conferenza chiederò al suo capogruppo, Lorenzo Del Lucchese, se è d’accordo con lui e valuterò con i miei legali se ci sono gli estremi per presentare una querela per diffamazione».
«Non c’è nessun fine persecutorio – aggiunge – mi è stato posto un problema amministrativo, ho presentato il quesito al segretario generale e alla prefettura. C’è anche una circolare del ministero dell’Interno che dice che il riassetto è possibile. Tanto più che l’anomalia, semmai, era che i due esponenti di Idv avessero sette commissioni, quando tutti gli altri (a pari numeri) ne hanno quattro». «Se il tribunale mi darà torto – chiude – un minuto dopo farò un passo indietro, viceversa faccia Romano le proprie valutazioni...».
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