Gioco
«Milioni di euro in Svizzera», ecco tutte le accuse a Doveri
Il pubblico ministero ha impiegato un’ora per elencare i capi d’imputazione. Al centro dell’indagine una maxi frode al Fisco
LIVORNO. Per andare a nascondere i soldi – l’accusa parla di milioni di euro – saliva sull’autobus in compagnia di uno dei suoi collaboratori più stretti e insieme raggiungevano la Svizzera.
Poi Giuseppe “Beppe” Doveri, 64 anni, versava il denaro nel paradiso fiscale al di là delle Alpi, lo faceva transitare su un conto protetto alle isole Bermuda e da questo attingeva per tutte le sue necessità e passioni: auto di lusso, immobili e viaggi, senza però versare al Fisco, all’Agenzia delle Entrate e alle Banche quanto, invece, avrebbe dovuto. «La sua società ha debiti per oltre 20milioni di euro», è il conteggio della Procura. False – secondo gli 007 della Finanza – anche le dichiarazioni dei redditi 2007 e 2008 per «un’evasione di oltre 2 milioni di euro».
Ora il pubblico ministero Luca Masini è convinto di aver trovato il salvadanaio dell’imprenditore arrestato lo scorso 29 di aprile e di poter dimostrare, attraverso i testimoni che ha inserito nella lista presentata ieri durante la prima udienza «il sistema criminale» che ha portato la Procura a contestare, tra gli altri reati, quello di bancarotta fraudolenta e ottenere il giudizio immediato lo scorso luglio dal giudice Beatrice Dani. All’accusa è servita quasi un’ora per ripercorrere, passo dopo passo, le nove pagine di cui è composto il capo d’imputazione che comprende anche la mancata denuncia delle armi, dichiarazioni fraudolente ed evasione fiscale. Al centro delle contestazioni la gestione e le fatturazioni delle società collegate a Doveri e in particolare quelle che riguardano la Ice, proprietaria del campeggio Etruria di Marina di Bibbona considerata «la gallina dalle uova d’ora» e la Turmar spa: «Un contenitore vuoto», lo ha definito il pm ricordando che quest’ultima «è stata dichiarata fallito il 26 giugno scorso dal tribunale di Livorno» e specificando che è stato impossibile «ricostruire le operazioni perché i libri contabili non sono mai stati consegnati».
Ecco il capo d'imputazione che la Procura contesta all'impenditore:
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