Il Tirreno

Livorno

Capraia, Toremar incassa anche se la nave non parte

di Federico Lazzotti
Capraia, Toremar incassa anche se la nave non parte

Secondo la convenzione, la Regione deve pagare in ogni caso il 70% dei costi. Da Firenze chiesti chiarimenti alla Compagnia sulla corsa saltata venerdì scorso

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LIVORNO. Il fiore viola disegnato sulla murata della “Rio Marina Bella” anche ieri, per la quarta volta nell’ultima settimana, è rimasto piantato all’interno del porto Mediceo. «Troppo vento: niente collegamento con Capraia», ha annunciato il capitano della nave della Compagnia Toremar poco prima della partenza, fissata per le 8,30.

A terra sono rimasti una quindicina di passeggeri che oggi proveranno di nuovo, tempo permettendo, a raggiungere l’isola.

Ciò che invece farà l’armatore si intuisce scorrendo la maxiconvenzione (durata fino al dicembre 2023 ndr) firmata lo scorso 2 gennaio tra i vertici di Moby spa e il dirigente regionale competente in materia di trasporto pubblico locale Saverio Montella.

«In caso di corse non effettuate per cause di forza maggiore (il maltempo è tra queste ndr) – si legge a pagina 9 del documento – il prezzo sarà decurtato del 30% del prezzo unitario migliatico per tipologia di servizio moltiplicato per le miglia perse».

La traduzione dal burocratese è che anche nel caso in cui il collegamento venga soppresso la Compagnia, visto che si tratta di un servizio garantito, ha per così dire un incentivo, una sorta di rimborso pubblico che si attesta intorno al 70% del costo totale.

«È vero– ammette l’ad di Toremar Achille Onorato – ma non mi basta comunque a coprire i costi. Nell’ultima settimana ho perso dei soldi a non partire e non sono contento di questo. Aggiungo che oltre una certa soglia di corse saltate, sono soggetto a multe, quindi non capisco come si possa sostenere che Toremar può avere interessi a non partire. Non è nostro interesse e non fa parte del nostro dna».

L’accordo prevede un rimborso annuale da parte della Regione di poco inferiore ai 13,5 milioni di euro e comprende tutte linee coperte da Toremar con le isole dell’Arcipelago. Ma Capraia nell’ultimo anno è stata quella che è rimasta isolata per il maggior numero di giorni rispetto, ad esempio, a Giglio e isola d’Elba.

Ma a far scatenare la rabbia dei capraiesi, a cominciare dal sindaco Gaetano Guarente, è stato quello che è avvenuto tra giovedì e venerdì, alla vigilia della sagra del Totano appuntamento che di fatto chiude la stagione e per il quale erano state fatte migliaia di prenotazioni.

Giovedì la nave ha prima posticipato la partenza e poi l’ha cancellata. Il giorno seguente, invece, dopo alcuni ritardi il traghetto è partito ma arrivato a Capraia il comandante ha deciso di non salpare di nuovo per Livorno. «Troppo buio e troppo avverse le condizioni del mare», ha spiegato ai passeggeri, alcuni dei quali sono stati ospitati a bordo del traghetto per la notte.

«È la prima volta che succede nella storia - spiegava il sindaco - che la nave rimane bloccato sull'isola. Questa imbarcazione non è idonea ad affrontare il mare forza 5 e il comandante per motivi di sicurezza non se l’è sentita di ripartire perché con il buio non riusciva a vedere come prendere l'onda. Per noi è un danno economico enorme».

All’indomani della sfuriata lo stesso Comune di Capraia, dopo aver scomodato anche il Prefetto e i vertici dell’Autorità portuale, ha dato mandato ad uno studio legale livornese di verificare se esistono i termini per querelare Toremar per «interruzione di pubblico servizio». Come prevede la convenzione al capitolo “Interruzione del servizio per cause eccezionali”, «la cancellazione di corse sarà opportunamente motivata da parte di Toremar alla Regione entro il primo giorno lavorativo successivo a quello in cui si è verificato l’evento». La Regione però – come confermano dalla Compagnia – in questo caso ha richiesto «ulteriori accertamenti» per verificare se ci fossero realmente le condizioni per interrompere il servizio.

Risponde l’amministratore: «Dimostreremo con dati certi che non si poteva partire nemmeno se ci fosse stata un’altra nave».

fedelazzotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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