Il Tirreno

Livorno

Brasile: il dramma dei genitori di Marco a caccia della verità

di Lara Loreti

Il giallo di Fortaleza, s’indaga per omissione di soccorso E la teste brasiliana rilancia: «Solo io ho cercato di salvarlo»

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LIVORNO. In giro per il Brasile in cerca della verità. Un viaggio surreale quello dei genitori di Marco Massidda che da tre giorni sono a Fortaleza e corrono da una parte all’altra della città, tra il commissariato di polizia, l’obitorio e gli uffici locali, per cercare di orientarsi nell’assurda morte che ha colpito il loro figlio, a soli 28 anni. Il giovane è stato trovato morto la mattina di venerdì scorso nell’hotel Romeu & Julieta a Praia de Iracema. Un malore fatale. Ma pare che il ragazzo si sia sentito poco ben molto prima, intorno alle 1.30: è la versione della sua vicina di camera, Wezya Luanna Antonelli, secondo la quale nessuno dalla reception avrebbe chiamato i soccorsi, nonostante le sue richieste di aiuto. Una ricostruzione dei fatti ancora da verificare. La brasiliana, sposata con un italiano e a Fortaleza da un mese in vacanza, ha scritto un post su facebook e poi ha raccontato al Tirreno la sua versione. Sostiene di esser stata l’unica a tentare di aiutare Marco, che si sentiva male chiuso in camera. «Ero riuscita a fare amicizia con lui nel giro di poco, nonostante fosse molto riservato. Si vedeva spesso solo con un suo amico italiano, che vive qua da tempo. Lui veniva a trovarlo e a volte passavano la serata in camera altre uscivano», dice la donna. La polizia brasiliana, intanto, sta indagando per capire cosa sia successo davvero e per verificare se quello che dice Wezya sia vero.

I genitori di Marco, Francesco e Donatella, a fatica stanno cercando di orientarsi in un paese straniero enorme, dove si parla una lingua non facile da capire e dove la vita è completamente diversa rispetto all’Italia. Al dolore si uniscono l’angoscia e il dubbio su come veramente siano andate le cose. «Siamo disorientati, ma vogliamo andare a fondo in questa storia - dice il babbo Francesco - Ma per il momento dobbiamo aspettare che la polizia faccia il suo lavoro». I coniugi Massidda, che sono in Brasile con una coppia di nipoti, resteranno a Fortaleza fino a lunedì prossimo. In queste ore così difficili, i genitori di Marco devono anche seguire le complicate pratiche burocratiche per riportare la salma in Italia. Probabilmente ci vorrà qualche giorno in più per poterla rimpatriare, ma intanto sono tanti i documenti a cui stare dietro. E soprattutto ci vorranno molti soldi, 10-12mila euro. L’associazione corale Joyful, gli amici di facebook e i colleghi di Francesco della Provincia stanno raccogliendo soldi per aiutare la famiglia. Ed è in campo anche l’Asl, dove lavora Donatella. Il tempo stringe e chi volesse contribuire può rivolgersi anche oggi stesso ai servizi economali dell’Asl, in ospedale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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