Toscana
Tonsilliti, parla il primario: «Valutare bene se operare»
LIVORNO. «Era la promessa di un grosso gelato a mitigare la paura per l’intervento di adenoidi e tonsille. Negli anni ’50 il cono in inverno era davvero una rarità. Noi bimbi non capivamo bene il...
LIVORNO. «Era la promessa di un grosso gelato a mitigare la paura per l’intervento di adenoidi e tonsille. Negli anni ’50 il cono in inverno era davvero una rarità. Noi bimbi non capivamo bene il motivo (le bevande calde sono controindicate perché facilitano l’emorragia post-operatoria), ma l’acquolina in bocca attenuava almeno in parte quel supplizio, dato che l’anestesia totale non veniva solitamente praticata».
Davide, oggi nonno felice, racconta con pacata serenità l’esperienza di tanti bimbi come lui e di quella moda selvaggia che ne salvava ben pochi dai ferri del chirurgo.
«Bastava infatti un po’ di mal di gola, una visita dello specialista e zac!, in un momento te le avevano già tolte», ricorda.
«Adesso è invece tutta un’altra cosa – precisa Luca Mastrosimone, dell’Unità operativa di otorinolaringoiatria all’ospedale cittadino – la medicina moderna si è evoluta e si comprende meglio il ruolo difensivo di adenoidi e, soprattutto, tonsille. Quella moda, un po’ troppo interventista, è ormai tramontata. Si tratta d’una valutazione più prudente, di tipo attendistico. I vantaggi dell’anestesia generale sono concreti e dunque la grande paura è ridotta, ma fortunatamente rimane la consuetudine del gelato, dopo il necessario intervallo dal risveglio». Il dottor Mastrosimone spiega che «si opera di meno anche perché è più valida e completa la copertura antibiotica, c’è miglioramento nelle condizioni igienico–ambientali». Nell’arco di un solo anno (2002-2003) si è registrato un calo in Toscana di 700 interventi. Al nord, date che la media delle condizioni climatiche è più sfavorevole, la percentuale operatoria si mantiene più alta. Si va all’intervento là dove esistano gravi disturbi respiratori notturni, come la sindrome delle apnee ostruttive del sonno, quando soprattutto si russi, si dorma quindi male, ci sia sonnolenza durante il giorno, con conseguenti problemi di rendimento scolastico o di comportamento. Poi devono essere considerate le tonsilliti ricorrenti.
«Secondo le linee – guida del Ministero della salute – aggiunge Mastrosimone – devono essersi verificati almeno 5 episodi batterici invalidanti e tali da impedire la normale attività dell’organo. Se si presentasse ingrandimento delle ghiandole ai lati del collo, anche dopo cura antibiotica od ascessi intorno alle tonsille. Si tratta di valutare rischi e benefici dell’operazione chirurgica perché l’intervento non è mai banale. Bisogna sempre considerare caso per caso i benefici che effettivamente potrebbe avere il paziente».
Gian Ugo Berti
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