Gioco
Provincia, l’aut aut del Pd: pronti al no all’inceneritore
De Filicaia porta in direzione un documento che chiede chiarezza su progetto regionale e capoluogo. Accuse di «non imparzialità» a Filippeschi. Discussione fino a tarda notte
LIVORNO. «Se non c’è chiarezza sul progetto regionale, siamo pronti a fermare tutti i processi di valenza toscana che passano da Livorno, a partire dal nuovo termovalorizzatore». A sorpresa ieri sera la segreteria comunale del Pd, guidata da Yari De Filicaia, ha portato davanti alla direzione del partito un documento durissimo sul riassetto delle Province in Toscana.
Al centro della riunione, che ha coinvolto anche i massimi rappresentanti delle istituzioni livornesi, sono finiti la scelta del capoluogo, i rapporti di forza tra la costa e l’area metropolitana fiorentina, la gestione dei rifiuti e il futuro della sanità. Con parole che suonano tanto come un aut aut ai vertici fiorentini.
Nel documento che è stato messo sul tavolo a inizio riunione e che, dopo una lunga discussione, a tarda notte doveva ancora essere votato, De Filicaia e i suoi non le hanno mandate a dire al sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, che presiede il Cal, ovvero il Consiglio delle autonomie locali che ha avuto il compito chiave di presentare proposte di riordino del sistema. «Tornare sulla questione del capoluogo – afferma il segretario – è sconcertante, non è più sopportabile». E ancora: Filippeschi ha avuto un atteggiamento «non imparziale rispetto al ruolo che ha». I vertici del partito tirano in ballo partecipazioni del sindaco a manifestazioni in favore di Pisa capoluogo e ripetono che «se ci si mette a fare gli ultras nessuno ne esce vincitore».
Ed ecco il punto caldo: nel documento si parla di «sbilanciamento» di peso politico e di destinazione di risorse tra l’area metropolitana di Firenze e la costa. La segreteria livornese chiede «chiarezza sul progetto della Regione» e minaccia di «fermare il termovalorizzatore dell’Ato (che aveva ricevuto il via libera nella conferenza di programma del partito, ndr) di fronte a questo atteggiamento». Perché «se stiamo dentro a un percorso chiaro siamo pronti a fare certe scelte, ma se il percorso non c’è più si apre un’altra fase...». Il quartier generale di via Donnini rivendica anche garanzie sul futuro dei servizi sanitari livornesi e, sui processi di valenza regionale che implicano scelte importanti della città, si dice pronto a «votare contro in tutti i consessi dove siamo rappresentati». Una posizione forte, un messaggio politico lanciato non solo allo stato maggiore regionale, ma anche a quello nazionale, se è vero che c’è l’intenzione di chiedere al responsabile degli enti locali del Pd di tenere un’assemblea pubblica a Livorno per passare al vaglio il decreto. A quanto risulta, nel corso della riunione lo stesso presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, ha parlato di «sbilanciamento istituzionale enorme» con l’area metropolitana, ma ha anche invitato il partito alla riflessione. Come a dire: toni fermi, ma nessun tavolo rovesciato, almeno per ora. Se poi Livorno dovesse prendere troppi schiaffi... (j.g.)
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