Italia
La dirigente scrive a Greta: “Ricordati che sei un’insegnante”
Gianna Valente invita la maestra a presentarsi come uomo: «Devi ricordarti di essere un docente, la prima responsabilità è nei confronti dei bambini»
Gianna Valente, la dirigente scolastica del circolo Benci, ha scritto a Greta Franchini, la maestra che ha cambiato sesso e che chiede di andare in cattedra con abiti femminili. Ecco il testo della lettera
«Chi è costretto a nascondersi, a mistificarsi troppo a lungo, quando riconquista la sua libertà comprensibilmente gioisce a sventolare le sue bandiere. Vuole fare splendere al sole le sue nuove ali di farfalla, esige un riscatto per le sue sofferenze. Quando l'ho chiamata per telefono non la vedevo da oltre un anno e durante l'estate, fuori da Livorno, non avevo seguito il suo exploit mediatico e non avevo ancora potuto apprezzare la metamorfosi in essere. Ma avevo dimostrato spesso la mia amicizia a Fabio, avevamo parlato a lungo della sua esperienza professionale, del suo modo di sentire e di essere, accoglievo e rispondevo con simpatia alle sue domande. E anche ora, naturalmente, accolgo con rispetto ed empatia la sua anima femminile, so che da un punto di vista psicologico, spirituale e anche chimico lei è già una donna.
«Tuttavia nelle graduatorie che le danno la possibilità di lavorare figura sempre e solo la crisalide incompiuta di Fabio, quando firma l'accettazione delle nomine deve firmarsi Fabio, la mutazione fisica e legale non è ancora completa, perché ci vuole tempo e gradualità per un passaggio così delicato. Lo stesso tempo e gradualità che ho chiesto di riservare ai bambini. Gli ho chiesto di presentarsi ancora nei panni che già conoscevamo perché certo a me sta a cuore la salute mentale di un mio docente, ma la mia prima responsabilità deontologica è nei confronti dei miei alunni e vorrei evitare il rischio di esporli inutilmente a situazioni che possono non capire e che potrebbero turbarli. Anche per gli adulti sono argomenti difficili da capire, comunque difficili da spiegare e che, oltre tutto, richiedono un nulla osta esplicito da parte dei genitori. Ha fretta di presentarsi come donna, ma per quello che ne so Franchini è ancora nel bel mezzo di un passaggio, se dovesse essere davvero sincero con i suoi alunni dovrebbe dire che è un trans, ma d'altra parte non vuole essere un trans per sempre, non si sente omosessuale, anzi desidera uscire il più presto possibile da questa fase, desidera essere e si presenta solo come donna. Anche questa però è una mistificazione. Allora perchè accendere i riflettori ora su questa fase incompiuta, esporsi a domande, indugiare su particolari autobiografici che fanno sensazione, creano curiosità e che in fondo finiscono per mettere in ombra altre caratteristiche più significative della sua persona e della sua professionalità? È capace con i bambini, sa capirli, incoraggiarli, tirare fuori il meglio di loro. La didattica talvolta è ancora incerta, ma i lati positivi superano ampiamente gli elementi di debolezza.
«A mio parere non è necessario che bambini di otto anni vivano una mutazione sessuale in diretta e certi passaggi formali e legali hanno anche il senso di disegnare i limiti, sancire i confini, legittimare una condizione. I desideri e le aspirazioni di ciascuno sono sacri e legittimi, ma, se proprio si vuole essere sinceri, ci si deve presentare come si è, non come si desidera essere. Quando era gay era sè stesso, non ha mai ostentato la sua condizione, e non l'ha mai nascosta, e nessuno a "Benci" gli ha mai fatto problemi: era un insegnante, e nell'esercizio di qualunque professione non possono avere influenza le connotazioni di genere. Ma le luci della ribalta sono dolci, carezzano e guariscono le ferite ancora aperte, attirano la solidarietà, il sostegno e l'ammirazione della gente, ed è proprio quella caratteristica che lo ha fatto tanto soffrire che adesso lo ripaga. Una bella rivincita. Ma gli eroi non vivono a lungo il loro stato di gloria, attenzione Greta a non rimanere intrappolata in un personaggio transitorio, in un ruolo esteriore ancora una volta distante dalla tua essenza. Tu non sei solo un trans che vuole diventare donna sei un docente, investi le tue energie per realizzarti come persona e come professionista. Goditi pure la tua celebrità ma non dimenticare il rispetto che devi ai tuoi bambini e magari anche al tuo dirigente che ti ha sempre dimostrato amicizia e rispetto. O mi sbaglio?»
Gianna Valente
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