Italia
Pd di Salviano: «Giù gli abusi, sì a parco e nuove regole»
LIVORNO. «Giù gli abusi, sì all’ipotesi parco delle colline e “annessi sociali”». A farsi avanti sull’annoso problema degli annessi agricoli, che ha portato al proliferare di piccoli grandi abusi...
LIVORNO. «Giù gli abusi, sì all’ipotesi parco delle colline e “annessi sociali”». A farsi avanti sull’annoso problema degli annessi agricoli, che ha portato al proliferare di piccoli grandi abusi sulle colline, è il circolo del Pd di Salviano, che abbraccia anche l’area della Valle Benedetta e del Limoncino.
«Il problema dell'abusivismo sulle nostre colline, complice una oggettiva assenza di governo di quella porzione di città negli ultimi decenni – si legge nella nota del direttivo inviata dal segretario Valerio Ferretti – ha assunto un aspetto preoccupante e prodotto seri danni. È necessario porre rimedio alla situazione, disciplinando in maniera definitiva il fenomeno per consentire ai cittadini la possibilità di fruire di un territorio a scopo ricreativo in un contesto di salvaguardia e valorizzazione ambientale». «Il nostro partito – puntualizzano dal circolo “Berlinguer” – è contrario ai condoni e lo sarà sempre, gli abusi non vanno sanati ma rimossi». Ma «spesso i proprietari dei piccoli lotti hanno fatto un uso corretto del territorio, limitando gli annessi a un uso proprio dell'attività rurale. Il fatto che queste proprietà vengano utilizzate anche per attività ludiche, tese alla socializzazione oltre che agricole, non rappresenta un problema di rispetto per l'ambiente: è necessario riconoscere la possibilità dell'installazione di annessi che possano ottemperare alla funzione agricola e sociale in un quadro di regolamentazione chiaro. Dopo di ché ogni forma di abuso venga perseguita con tempismo e decisione». Quindi il direttivo «apprende con favore l'idea della creazione di un parco urbano (avanzata dalla giunta comunale, ndr) come strumento per la risoluzione di queste problematiche. Senza soffermarsi sugli aspetti tecnici, anche se per giungere ad una soluzione "reale" sarebbe auspicabile prevedere un numero maggiore, ma comunque molto limitato, di tipologie di annessi permessi e prevedere la dotazione di una forma di urbanizzazione minima che sia funzionale limitatamente all'attività di orto urbano».
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