Lutto
«Basta manovre contro l’auto»
Il presidente dell’Aci Pardini contro l’aumento delle tariffe dei parcheggi
LIVORNO. «Basta manovre sull'auto: serve una manovra per l'auto». Anche l'Automobile club Livorno, attraverso il presidente Franco Pardini, si unisce all'appello lanciato a gran voce dal presidente dell'Automobile Club d'Italia Angelo Sticchi Damiani nei confronti del Governo Monti. In quell'occasione, si parlava a nome di tutti gli automobilisti in apertura dei lavori dell'ultima edizione, la quinta, del Forum Internazionale delle Polizie Locali. Quelle stesse parole, però, sono applicabili, su scala locale, alla contingenza livornese che, secondo l’Aci, è sempre più insostenibile per la qualità della vita dell'automobilista labronico.
«L'ennesimo duro colpo inferto alle tasche della categoria delle quattro ruote labroniche - si legge in una nota dell’associazione - lo abbiamo appreso dalle pagine del Tirreno e riguarda il pesante rincaro delle tariffe previste per la sosta nel centro urbano». Una decisione, quella dell’amministrazione comunale, che non può infatti lasciare indifferenti l'Aci.
«L'auto non è un bancomat, né per il governo né per gli nnti locali - afferma Pardini - La priorità è la riduzione dei costi a carico delle famiglie. Ci si abbatte ancora sulla categoria degli automobilisti in maniera iniqua: poco tempo fa, si era già registrato l'inquietante precedente relativo alla trasformazione a pagamento dei parcheggi limitrofi alle aree dell'ospedale e della stazione ferroviaria, entrambe zone di servizio per le necessità della cittadinanza e dei visitatori esterni. Adesso, la goccia che fa traboccare il vaso. A dimostrazione di ciò, la volontà di estendere la possibilità di sostare anche oltre le due ore attualmente consentite, previo pagamente di una somma importante». Troppo, secondo l’Aci per gli automobilisti già alle prese con la crisi economica.
«Gli aumenti - prosegue Pardini - avrebbero una logica se il pagamento venisse esatto al momento di lasciare lo stallo. Ovvero con formula: si paga per il consumo in minuti, con i necessari adeguamenti del caso. Se si occupa il posto per un tot di minuti, si paga di più ma sempre sul principio del servizio fornito» Se si vuole favorire lo scambio, quella annunciata non e' invece la strada giusta - interviene il consigliere Riccardo Heusch, presidente della Commissione Traffico - Ad esempio, chi ha sborsato per la quarta ora ma sarebbe pronto per andarsene prima, avendo già pagato, piuttosto che lasciare libero lo stallo si ferma ulteriormente, magari solo per bersi un caffè».
Insomma, per l’Aci si tratta di una politica contraddistinta «da un irritante profilo 'élitario' (il messaggio è interpretabile come 'il parcheggio è un diritto riservato solo ai ceti più abbienti') e finalizzata esclusivamente alla tassazione di chiunque sia un malcapitato proprietario di auto. Una vessazione estesa alle zone più frequentate della città e di conseguenza redditizie. Ma solo per la società che gestisce. Viene infatti previsto che il canone dovuto da Copisa a Palazzo Civico rimanga invariato. Una doppia, atroce beffa per l'utente livornese, sia in veste di automobilista, sia in quella di cittadino».
Il presidente Pardini fa notare che «paradossalmente quella in centro è una manovra esclusivamente imputabile alla volontà dell'amministrazione. L'adeguamento del costo della vista degli ultimi 5 anni e della parallela crescita delle tariffe dei bus rappresenta una debole scusante. Al di là del livello di efficienza che riuscirà a raggiungere il nuovo servizio di trasporto pubblico da poco costituitosi, i parcheggi di prossimità alle aree commerciali rappresentano oggigiorno una realtà inconfutabile e di successo in qualsiasi altra grande città. Il centro di Livorno è stato concepito come punto di incontro aperto alla circolazione delle merci, collegato alle attività sorte nel tempo e possiede, insito nel proprio Dna, la vocazione ai negozi e al traffico commerciale. Cercare di ostacolare tutto ciò attraverso il costante innalzamento di paletti, divieti e pesanti limitazioni, rappresenta una pericolosa deriva contro natura».
«Occorre agire in tempo e rivedere questa politica coercitiva, per evitare che il pubblico si disaffezioni alla frequentazione delle vie del centro ed abbandoni irrimediabilmente quei marciapiedi che rappresentano da un lato il patrimonio della nostra storia e dall'altro una risorsa imprescindibile per la crescita dell'economia futura della città - è l'allarme lanciato infine da Pardini - Si deve riuscire a costruire un sistema di aree di sosta adiacente a costi contenuti: una politica differente potrebbe spingere altrettanto velocemente verso il 'punto di non ritorno'».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
