Sicurezza
Nave bloccata a Capraia notte a bordo per cento
Dopo due giorni la “Rio Marina Bella” era partita da Livorno ma arrivata sull’isola il capitano ha fermato l’imbarco. Il Comune: denunciamo Toremar
LIVORNO. Poco dopo le 13, con una buona mezzora di ritardo rispetto all’orario stabilito, la società Toremar annunciava con una punta di orgoglio che la nave “Rio Marina Bella” «aveva lasciato il porto di Livorno verso Capraia dopo due giorni di stop e con 300 persone a bordo».
Il problema stavolta è scoppiato quando la nave ha ormeggiato, dopo quasi quattro ore di viaggio, al porticciolo. «Non ripartiamo – ha spiegato il comandante al centinaio di passeggeri che stavano aspettando di imbarcarsi – effettueremo il ritorno con partenza alle 5 di domani mattina». Il motivo sembra legato alle condizioni meteomarine avverse e al buio che impedirebbe a chi è al timone di vedere le onde, ma dietro potrebbe esserci un guasto che il comandante non ha voluto comunicare.
È da questa decisione «assurda» – secondo i capraiesi – che dopo giorni di tensione è scoppiato il caos. Il sindaco di Capraia, Gaetano Guarente, è inferocito: «È la prima volta che succede nella storia - dice - che un traghetto rimanga bloccato sull’isola. La nave non è idonea ad affrontare il mare forza 5 e il comandante per motivi di sicurezza non se la sente di ripartire perché con il buio non riesce a vedere come prendere l’onda. Per noi è un danno economico enorme. Oltre ad aver saltato quattro corse in una settimana ora la nave è rimasta bloccata qui».
Il “Rio Marina Bella” è in servizio al posto della “Liburna” che nel frattempo è in riparazione a banchina a Livorno.
Il sindaco è preoccupato anche perché in questo weekend è in programma la sagra del Totano che ogni anno attira a Capraia migliaia di affezionati, molti dei quali hanno rinunciato per i disagi nei collegamenti. «Avevamo più di duemila prenotazioni e già la metà hanno disdetto - conferma Guarente - È incredibile: ci sono barche a vela che in questo momento stanno attraccando in porto e abbiamo un traghetto che non riparte».
Ecco perché il sindaco ha dato mandato ad uno studio legale livornese di verificare se ci sono le condizioni per denunciare alla Procura la Toremar per «interruzione di pubblico servizio» come conferma Luigino Romano, capogruppo della maggioranza e responsabile dei collegamenti: «Siamo convinti che si tratti di interruzione di pubblico servizio. Ma il problema è semplice: Toremar anche se non parte prende comunque il 70% del costo totale del viaggio, è evidente che nel dubbio si fermino».
Intanto i passeggeri che non hanno una casa sull’isola, per lo più insegnanti e dipendenti pubblici, sono stati ospitati a bordo del traghetto per la notte in attesa di ripartire. Tempo permettendo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
