Gioco
Filippi: sulle province il governo gioca allo scaricabarile
Sel preoccupata per i lavoratori di Palazzo Granducale Regione e Pd nel mirino dell’Udc, critiche anche dall’Idv
LIVORNO. Il senatore livornese Marco Filippi (Pd) tira le orecchie al governo sul pasticcio province: prima ha accelerato con la spending review, poi fatto lo scaricabarile lasciando tanti e tali margini di incertezza che alla fine le tensioni si scaricano sui territori. Lasciare aperta la spinosa questione dei capoluoghi (che sembrava chiusa con la «scelta della città con il maggior numero di abitanti») «apre una falla» che rischia di scatenare «una lotta a livello locale che può produrre solo danni» o risolversi con soluzioni che «non daranno alla fine nessun vantaggio economico per le casse pubbliche, solo a danno dei lavoratori degli enti principali destinatari dei provvedimenti ed ora senza nessuna certezza sul loro futuro».
Filippi annuncia che proporrà «modifiche al Senato» per confermare che «il capoluogo deve essere la città più grande, senza spazi interpretativi». C’è anche da gestire una difficile fase di transizione – aggiunge – che coinvolgerà anche « altre strutture statali a base provinciale», dunque è sbagliato far dacedere le giunte entro brevissimo tempo («i dipendenti delle province devono diventare una ricchezza per il territorio e non un problema»).
SEL. La federazione labronica di Sel annuncia che si batterà perché «Livorno resti capoluogo» e «invita il centrosinistra locale a smettere di pensare a logiche campanilistiche». Il coordinatore Andrea Ghilarducci chiede di discutere delle deleghe che rimarrano (e quelle che l’ente perderà) e esprime «preoccupazione» per le sorti di lavoratori e lavoratrici della Provincia («da quasi un anno non hanno garanzie su quali saranno le loro sorti professionali ed occupazionali»).
IDV. Andrea Romano, numero uno dipietrista, rivendica che l’Idv ha avuto ragione quandosulla questione capoluogo della nuova maxi-provincia ha paventato in estate «la possibilità che anche in questa partita il Pd avrebbe trascurato Livorno per favorire altri territori, come sta facendo sulla sanità, gli impianti inquinanti, lo sviluppo economico». L’esponente dell’Idv segnala che, di fronte ai timori dei contraccolpi anche occupazionali derivanti dalla perdita del capoluogo, il sindaco snobbò il problema «facendosi forte dei criteri decisi dal suo governo, che puntualmente adesso sono stati modificati grazie alle pressioni del Pd regionale e degli altri territori»: è «il fallimento definitivo di una classe dirigente locale che purtroppo sembra fare acqua da tutte le parti».
UDC. Per il segretario provinciale Luigi Coppola la questione province doveva essere risolta «con l'abolizione» ma adesso il problema si è spostato alla riorganizzazione e alla nuova geografia. Secondo Coppola non mancheranno i problemi, ad esempio di Val di Cornia e Arcipelago a essere integrati nella nuova provincia. Ma, a suo giudizio, bisogna «prendere atto della situazione e andare oltre». Senza dimenticare però di dire che «non abbiamo gradito l'intromissione preventiva di qualcuno che si è mosso per mettere in discussione le regole iniziali» e che la delegittimazione di Livorno è partita dal «cuore della Regione». Nel mirino anche il Pd: «Continua imperterrito ad utilizzare tutte le peggiori abitudini della sua storia passata contro la volontà dei territori che dovrebbe rappresentare in modo egualitario».
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