Il Tirreno

Livorno

Gli altri tovaglioli celebri 

Fabrizio Brancoli
Gli altri tovaglioli celebri 

L'immagine di quel tovagliolo, ritratta dal Tirreno, ha fatto il giro d'Italia e ha catturato curiosità e commenti 

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Mica sei stato il primo, Silvio. L’altra sera, a Montecatini, hai avuto una bella idea a illustrare la prossima campagna elettorale scrivendo su un tovagliolo; te la sei cavata con due linee, quattro parole, un numero e una firma; ma non sei stato il primo.

Nella Belle Epoque - periodo che forse ti sarebbe piaciuto, per una serie di ragioni che non staremo qui a elencare - c'era Henry de Toulouse Lautrec, un artista compulsivo. Nella notte parigina, tra un balletto e un sorso di assenzio, disegnava con tutto (anche con un fiammifero bruciato) e su tutto: pavimenti, tendaggi e, appunto, tovaglioli.

Tu, Silvio, sei stato meno ispirato: ma efficace, eccome. Tant'è vero che l'immagine di quel tovagliolo, ritratta dal Tirreno, ieri ha fatto il giro d'Italia e ha catturato curiosità e commenti. Tra false noncuranze e interpretazioni autorevoli, tutti abbiamo fatto il gioco del tovagliolo: che cosa volevi dire, quanto scherzavi, quanto eri serio? Torniamo a quel momento, nel ristorante da Giovanni, dietro la basilica di Santa Maria Assunta a Montecatini. A fine cena davanti a due amici, un esperto in laserterapia e uno stimato notaio, hai piazzato un titolo (“Prossima campagna elettorale”) e una curva grafica; poi quattro aggettivi semplici (il solito gran comunicatore). Pulito e sporco, nuovo e vecchio: concetti antinomici per raccontare una strategia. Insomma, pare di capire che secondo te occorrerà candidare personaggi nuovi e puliti. Le figure pulite, ma vecchie, non funzionano. Le figure nuove, ma non immacolate, non convinceranno.

Il tovagliolo (trama raffinata, color salmone pallido, valore di una manciata di euro) e il ristorante di classe. Deve essere un'abitudine aziendale. Si dice che alla fine della primavera 2011, durante una cena da Giannino, i dirigenti del tuo Milan e quelli del Genoa raggiunsero un accordo per lo scambio che avrebbe portato a Genova Alexander Merkel (forse il cognome non piaceva?) e a Milano Stephan El Shaarawi. E la bozza fu scritta su un tovagliolo. I tifosi del Genoa non hanno mai gradito: è questione anche di modi.

Nell'ottobre del 1944 avevi compiuto da poco otto anni quando Stalin e Churchill si incontrarono a Mosca per discutere dell'influenza che Gran Bretagna e Russia avrebbero dovuto esercitare sui vari stati dell'Europa centrorientale: andarono a cena, ha scritto Sergio Romano sul Corriere, «intorno a un tavolo imbandito con zaguski (gli antipasti russi) bottiglie di vodka, cognac armeno, acqua minerale georgiana». Churchill narrò poi di aver scritto su un foglio di carta improvvisato le percentuali di quanto russi e britannici avrebbero dovuto pesare in Romania, Grecia, Jugoslavia, Bulgaria e Ungheria. «Stalin lesse il foglio e lo siglò, in segno d'accordo», scrive ancora Romano. Insomma, anche le percentuali decise dopo cena sono una storia vecchia.

Comunque non tutti sono così pragmatici, così legati all'ascissa, all'ordinata, alle percentuali. Era una giornata fredda a Vienna, il 20 febbraio del 1982; pioveva forte. Due amici liguri, entrambi musicisti, tiravano tardi parlando, in albergo. Uno era Pepi Morgia, l'altro si chiamava Fabrizio De André. Pepi era stanco, non aveva più voglia di stare lì: salì in camera, lasciando Fabrizio giù, contrariato. Il giorno dopo, il grande cantautore si avvicinò all'amico, tenendo in mano un tovagliolo scarabocchiato: questo è dedicato a te, gli disse. C'era una poesia. "Vengono le onde del sonno al ritmo del sospiro, al ritmo della birra respiro, e io mi lascio sommergere, e affogo, quasi dolcemente, e mi lascio sommergere nel brivido che dà la coscienza di una sconosciuta esperienza acustica". Quelle parole, da poco più di un anno, sono il testo di una canzone; i diritti d’autore sono devoluti in beneficenza.

Perché sui tovaglioli finisce di tutto: contratti calcistici, diplomazia internazionale, ballerine di can-can. E ora la campagna elettorale italiana. Ma anche la poesia per un amico.

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di Redazione web