Gioco
E i contanti incassati 4 giorni dopo l’atto
Il prelievo nella sede della Banca Toscana, poi il versamento sul conto di una società sospetta
LIVORNO. Il 7 aprile 2005 l’assegno da mezzo milione di euro versato sul conto della Eb Immobiliare di Enrico Bordoni attraverso un’agenzia della Banca Toscana alla periferia di Firenze. Quattro giorni dopo, appena la valuta è stata disponibile, il prelievo, da parte dello stesso Bordoni, ma stavolta nella sede centrale della Banca Toscana.
È questo quello che è emerso dalle indagini della polizia giudiziaria della guardia di Finanza della Procura sulle presunte irregolarità avvenute durante e dopo la compravendita dell’ex cinema Metropolitan. Chi c’era con Bordoni? Che fine ha fatto il denaro? Sono queste le domande che si sono fatti gli investigatori. Per questo hanno ascoltato durante le indagini sia l’allora direttrice della Banca che il cassiere che materialmente ha consegnato il denaro nelle mani di Bordoni. Nessuno però sarebbe stato in grado di ricordare se l’uomo fosse da solo oppure accompagnato da altre persone. Il sospetto degli investigatori, infatti, è che l’operazione legata alla creazione di una terza società servisse sì ad aggirare il Fisco ma quei soldi poi da qualche parte sarebbero dovuti riemergere.
Forse una traccia di quel denaro è nell’unica operazione sospetta scovata dalle fiamme gialle a carico di Bordoni. All’inizio di settembre del 2005, dunque meno di cinque mesi dopo aver incassato il malloppo ha versato 9mila euro sul conto di una società riconducibile a Paolo Andreoni e Andrea De Scalzi, i due “professionisti” che hanno seguito la trattiva del Metropoilitan e si sono poi trovati indagati dalla Procura livornese per falsa fatturazione.
La società in questione è la Park Avenue realty consulting Italia srl, con sede al numero 66 di via Maffei, a Firenze, ora in liquidazione e costituita il 28 febbraio del 2008. Della società, che ha un capitale sociale di 15mila euro, fanno parte proprio Paolo Andreoni e Andrea De Scalzi.
Possibile – si sono domandati gli inquirenti – che quei novemila euro fossero la parte che spettava ai due dopo la compravendita dell’ex cinema. L’altra questione che rimane insoluta riguarda il destino dei centinaia di migliaia di euro incassati da Bordoni l’11 aprile di sette anni fa e spariti, apparentemente, nel nulla.
(f.l.)
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