La protesta
Così Alessandro ha salvato tre vite
La storia di Camiciotti, scomparso pochi giorni fa: i familiari hanno detto sì all’espianto
LIVORNO. Qualcuno ha scritto: «Non portare i tuoi organi in Paradiso. Lassù sanno che ne abbiamo bisogno qui...».
È quello che ha fatto Alessandro Camiciotti, che se n'è andato pochi giorni fa per una emorragia cerebrale. Una vita che s'interrompe drammaticamente in pochi secondi, altre tre che possono continuare, dopo i trapianti: tre giovani malati tornati a sperare grazie al gesto di solidarietà dei familiari di Alessandro: la madre Marisa, 83 anni, i figli Francesco e Andrea di 17 e 11, e il fratello Bruno, 54 anni, comandante di rimorchiatori per la ditta Neri.
Trentaquattro anni fa, quando Alessandro ne aveva 11 e il fratello 20, anche il padre se ne andò improvvisamente per un attacco cardiaco: aveva 51 anni. Si chiamava Alberto, lavorava per Neri, un uomo di mare apprezzato per professionalità e qualità umane. «La nostra vita cambiò bruscamente - racconta Bruno -. Io lasciai gli studi alla facoltà di Agraria, la mia passione, e grazie all'azienda Neri ebbi la possibilità di mandare avanti la famiglia, un sacrificio che mi costò tanto perché rinunciai a un sogno, ma col quale permisi a Alessandro di ultimare gli studi e diplomarsi all'istituto tecnico».
Alessandro Camiciotti s'impiega da Laviosa, mette su famiglia, poi otto anni fa coglie al volo l'occasione che gli offre l'azienda Mef (materiale elettrico fiorentino, 25 filiali in tutta la Toscana) e mette a frutto la sua formazione di tecnico. Brucia le tappe, Alessandro, che nel frattempo diventa un punto di riferimento Mef come tecnico alle automazioni degli impianti industriali.
«Di Alessandro, oltre alla grande competenza professionale, mi hanno colpito sin dal primo giorno in cui si è presentato qui a Livorno, la sua pacatezza e la sua umiltà», racconta Fabrizio Sarti responsabile della filiale di Livorno. «Quanto Alessandro fosse benvoluto – aggiunge – lo si è visto dalla folla presente per l'ultimo saluto, più di cinquecento persone commosse che si sono strette attorno alla famiglia...».
Alle esequie erano presenti anche i vertici aziendali, i titolari con la famiglia Giaffreda al completo giunta da Firenze. I dipendenti Mef hanno effettuato una raccolta di soldi e l'azienda che è stata molto vicina alla famiglia Camiciotti sarà pronta ad aprire le sue porte qualora il primogenito di Alessandro, Francesco, al raggiungimento della maggiore età desideri fare il suo ingresso nel mondo del lavoro.
Alessandro ha lasciato un vuoto profondo anche negli ambienti sportivi (praticava calcio e basket, i suoi figli sono nella Nuoto Livorno) e in quello culturale, perché faceva parte della storica compagnia "La Mansarda", che spesso mette in scena spettacoli per beneficenza. «Quando ci hanno detto che c'era la possibilità di donare gli organi – spiega Bruno Camiciotti – non abbiamo avuto il minimo tentennamento».(Sa. Lul.)
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