Il Tirreno

Livorno

Sporcizia e gatti randagi nei sotterranei

di Lara Loreti
Sporcizia e gatti randagi nei sotterranei

Magazzini abbandonati, rifiuti e cattivi odori. E sul muro un avviso: non dare da mangiare agli animali

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LIVORNO. Viaggio nel ventre dell’ospedale, tra degrado, magazzini abbandonati, foglie secche, quadri elettrici scoperti e sporcizia. La maledizione dei sotterranei degli spedali riuniti - potremmo chiamarla così - continua a colpire. Una storia infinita, ricca di capitoli, in cui negli anni si sono susseguite le storie più disparate. Dall’inchiesta della Procura, con blitz dei carabinieri del Nas e conseguente sequestro, alle overdosi dei tossici che si nascondevano all’interno dei meandri degli scantinati, dai furti negli spogliatoi degli infermieri fino al recente ritrovamento, a fine agosto, di un serpente. Via di fuga per i ladri, rifugio per i senzatetto, “piscine” allagate quando dal cielo piombano violenti nubifragi. Prigione per i gatti: già perché è successo anche che un felino sia rimasto incastrato nei tubi del soffitto dei sotterranei, ma poi fu liberato. Un mondo parallelo, insomma quello dei sotterranei, dalle atmosfere gotiche per certi versi, che in fasi alterne ha sempre fatto parlare di sé.

Negli ultimi tempi, in particolare dopo il sequestro dei carabinieri che risale al 2007, un’ampia parte dei cunicoli che corrono sotto i padiglioni dell’ospedale è stata ristrutturata. Il restyling ha riguardato soprattutto il tratto dove passano le salme destinate alla camera mortuaria. L’ala che invece lascia ancora molto a desiderare è quella che si espande sotto al quarto padiglione, abbandonata a se stessa ormai da anni. Si tratta di alcune decine di metri di corridoio dove trovano spazio rifiuti e degrado.

Si parte con un simpatico cartello che invita tutti a non dare da mangiare ai gatti. E chissà se è un caso che in corrispondenza di quell’avviso ci sia un forte e sgradevolissimo odore nell’aria. Per terra si incrocia poi spazzatura varia fino ad arrivare a un corridoio ai cui lati si aprono dei magazzini pieni di roba di risulta che giace abbandonata da anni. Si tratta di secchi di vernice, scatoloni, detriti, bidoncini. Su quelle “cantine”, inoltre, s’affacciano delle finestre polverose, da cui penzolano ragnatele. Finestre che, essendo chiuse da inferriate, vengono sfruttate come cestini della spazzatura da coloro che, privi di senso civico, gettano la pattumiera nelle fessure dal piano di sopra.

Camminando ancora lungo i cunicoli, che più che corridoi somigliano alle gallerie sotterranee della metropolitana (in stile inseguimenti tra Batman e il Pinguino cattivo), si trovano pareti scrostate, depositi di sporcizia agli angoli e macchie sedimentate a terra. Poco più avanti, c’è un cancello semichiuso da cui probabilmente entrano i famigerati gatti.

Insomma, se è vero che il vecchio ospedale è destinato alla chiusura, è anche vero che negli ultimi mesi è stato oggetto di approfondite ristrutturazioni. E allora tanto varrebbe dare un’aggiustatina anche ai sotterranei, che fanno ancora acqua (e polvere) da più parti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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