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Cannito: «Imu iniqua non ci sono aiuti a disabili e anziani»
LIVORNO. «L’Imu è un’imposta iniqua e a Livorno lo è anche di più, perché la giunta non ha previsto aliquote più basse e detrazioni per disabili e anziani fragili». Lo ha ripetuto ieri il leader di...
LIVORNO. «L’Imu è un’imposta iniqua e a Livorno lo è anche di più, perché la giunta non ha previsto aliquote più basse e detrazioni per disabili e anziani fragili». Lo ha ripetuto ieri il leader di città Diversa, Marco Cannito, nel corso della discussione sull’imposta sulla casa.
Alla fine il consiglio comunale ha approvato il piano della giunta che, rispetto al bilancio votato a giugno, ha fatto scendere dal 5,8 al 5,6 per mille l’aliquota sulla prima casa, portando al 10,6 quella sulle seconde case (5,3 solo se sono affittate a canone concordato) e al 9,6 quella sugli immobili commerciali. Confermata la detrazione di 200 euro sull’abitazione principale, che cresce di 50 euro per ogni figlio a carico. La manovra è passata con 23 sì (Pd, Rc, Confronto, Italia futura), 2 astenuti (Idv) e 6 contrari (Pdl e Città Diversa).
Cannito ha puntato il dito sull’assenza di aiuti per anziani e disabili. In effetti l’unico cenno è al fatto che il 5,6 si applica anche alle case di anziani e disabili «che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero e sanitari». Che tra l’altro, fa notare il capogruppo, «sono sempre meno». L’assessore Valter Nebbiai, insieme al sindaco, gli risponde a tono che «non accettiamo lezioni noi che destiniamo 30 milioni di euro al sociale» e citando l’artico 10 del decreto legge del 6 dicembre 2011, sostiene che «non avremmo potuto fare diversamente». Massimo Gulì (Pd) difende la manovra: «Sappiamo di chiedere sacrifici ai cittadini, ma con questi sacrifici manteniamo i servizi». Anche Andrea Romiti (Italia Futura) dà l’«ok alla rimodulazione dell’Imu prima casa, ma dovremmo trovare il modo di non creare disparità tra chi ha una seconda casa e chi fa l’immobiliarista». Tiziana Bartimmo (Rc) vota sì, ma polemizza sul «governo che costringe i Comuni a fare i riscossori» e «ci saremmo aspettati una riduzione maggiore dello 0,2». Andrea Romano (Idv) dice che «quello che conta ora è capire cosa accadrà nella gestione delle partecipate, con relative politiche tariffarie». Bruno Tamburini (Pdl) lamenta che «è facile sparare le aliquote più alte e poi fare bella figura abbassandole: le famiglie risparmieranno poche decine di euro a fronte di Tia e acqua tra le più care di Italia». (j.g.)
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