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Alcol, siamo in Europa: divieto sotto i 18 anni
Il Senato ha approvato la legge: stop alla vendita ai minori, i negozi dovranno controllare i documenti
ROMA. Meno di due mesi per togliere l'alcol dalla (facile) portata dei ragazzi. Per vietare la vendita ai minorenni di birra, vino, alcolici, con un provvedimento che Il Tirreno sostiene da settembre insieme ai propri lettori. Il risultato che il Parlamento insegue, a colpi di proposte e disegni di legge, da almeno venti anni, è una norma a tutti gli effetti, anche se entrerà in vigore solo dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. In Italia, come nel resto d'Europa, per i minori di 18 anni è quindi vietato comprare alcol.
Certo pensare che tutto possa cambiare solo con una legge è illusorio. Ma di sicuro questa norma ha due pregi: fa chiarezza e fa cadere una serie di alibi dietro i quali finora si sono celati anche molti (non tutti) i gestori di pubblici esercizi che servono alcol ai ragazzi di 16 anni, secondo quando prevede la legge. Intanto, vietando la vendita di alcol, la norma toglie dall'imbarazzo commercianti e supermercati: nessuno ha più bisogno di cartelli per rifiutarsi di dare birra, vino o vodka ai ragazzini. Non solo: la legge obbliga i titolari delle attività commerciali a controllare i documenti dei giovani che vogliono comprare alcol, a meno che la maggiore età non sia «manifesta», non sia evidente, insomma. Questa specifica serve anche per i titolari di pubblici esercizi che, spesso - come riferiscono le associazioni di categoria - si sono rifiutati di controllare i documenti ai sedicenni prima di somministrare l'alcol, sostenendo di non essere obbligati espressamente per legge, anche perché non investiti del titolo di pubblico ufficiale.
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