Il Tirreno

Livorno

Rubati 40 chilometri di fili di rame Nuovo Centro al buio

di Federico Lazzotti

Divelti i tombini, danni per circa centomila euro Il costruttore: «In una notte bruciati 15 giorni di lavoro»

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LIVORNO. Un maxi furto di rame che in una notte ha distrutto il lavoro di due settimane compiuto da una decina di operai e lasciato il Nuovo centro, la zona tra via di Popogna e via del Levante dove sorgerà un nuovo centro commerciale, al buio.

I ladri, molto probabilmente una vera e propria squadra dotata di un furgone dove mettere la refurtiva, hanno infatti dissaldato i pozzetti in ghisa (chiusini ndr) lungo tutta l’area del maxi cantiere, di proprietà della società Clc costruzioni, tirato fuori le canalizzazioni in pvc, le hanno aperte e dall’interno hanno estratto circa quaranta chilometri di rame. «Il danno – spiega Cesare De Pascalis, amministratore unico della Iteci srl, la ditta che ha in appalto i lavori di illuminazioni – si aggirano intorno ai 100mila euro. I problemi – prosegue – sono due: non siamo assicurati e ci saranno dei ritardi nella consegna dei lavori».

Da ieri mattina, quando gli stessi operai si sono accorti del maxi-colpo, la squadra mobile della polizia sta indagando sul furto. Difficile, a dire il vero, risalire anche al giorno esatto in cui i ladri si sono introdotti nel cantiere, tanto che è plausibile supporre che l’operazione sia stata portata a termine in più occasioni.

«La messa a punto dell’impianto di illuminazione – va avanti De Pescalis – era stata terminata una decina di giorni fa. Avevamo effettuato il collaudo, andava tutto bene, poi avevamo chiuso il cantiere e tolto la luce per non sprecare energia elettrica». Ieri mattina al ritorno sul cantiere la brutta sorpresa. «E dire – sottolinea l’amministratore della Iteci – che avevamo anche fatto un accordo con una società di vigilanza per tenere d’occhio il cantiere, fare le ronde, ma nessuno si è accorto di niente».

Dalla ricostruzione del furto effettuata dalla polizia scientifica, si tratterebbe di un lavoro fatto a regola d’arte, tanto che dopo aver rubato il rame i ladri hanno tagliato i cavi e poi li hanno rimessi com’erano. Soltanto per via di un pozzetto lasciato semiaperto è stato infatti possibile accorgersi di quanto era accaduto.

Nei prossimi giorni, dunque, gli operai dovranno ricominciare il lavoro dall’inizio. «Si tratta del giorno più difficile in trent’anni di attività – conclude De Pascalis – abbiamo lavorato in centinaia di cantieri e furti di materiali elettrici ne abbiamo subiti, ma mai di questa entità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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