Sicurezza
Pdl, ora Zingoni strizza l’occhio a Montezemolo
L’ex numero 2 in Regione prende tempo: «Per ora no...» Intanto Barabino punta su Alfano, rinnovamento e unità
LIVORNO. Nelle file del centrodestra livornese la notizia corre veloce da qualche giorno: Maurizio Zingoni, ex numero due del Pdl toscano, starebbe pensando di passare nella squadra di Italia Futura, la creatura di Montezemolo.
Zingoni - ex vicecoordinatore regionale del partito di Berlusconi, nonché membro dell’ufficio di presidenza dell’Upi e dell’Aiccre (la sezione italiana del consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa) - alcuni mesi fa ha lasciato il consiglio provinciale di Livorno ed è entrato al Corecom, l’organo di consulenza e di gestione della Regione in materia di comunicazione, che svolge anche compiti istruttori per il ministero.
Ieri, da Roma, l’ex forzista Zingoni ha smentito categoricamente di avere già fatto il salto a Italia Futura («Sono il diretto interessato e non ne ho notizia»). Ma ha aggiunto anche che «per ora non sono passato da nessuna parte» e che «comunque sono sempre stato convinto che ci sia bisogno di un’area moderata». «Questa – sottolinea – è una fase delicata, c’è da capire che strada prenderà il Pdl, se ci sarà una spaccatura tra l’area europeista, più vicina a Monti, e quella che invece è contro il premier. Vedremo...».
Distante il coordinatore livornese del partito, Paolo Barabino. «Il fallimento di Monti – dice – è sotto gli occhi di tutti, anche se a questo punto staccare la spina non avrebbe senso, aspettiamo le elezioni». Nel Pdl che vorrebbe ci sono due parole d’ordine: «Rinnovamento e unità». «Il dato sconcertante che è venuto fuori dall’elezione siciliana – commenta – è la voragine tra la gente e la politica. E i partiti non se ne sono ancora accorti o fanno finta. L’elezione siciliana ha dato una batosta ai partiti tradizionali: io di Grillo non condivido nulla, ma in effetti ha rotto con la vecchia partitocrazia». «Il Pdl – riprende – ha pagato carissime le divisioni interne. Non c’è più da pensare: il partito va ridisegnato con primarie e rinnovamento: per me il futuro è il segretario, Angelino Alfano. Occorre lui, occorrono una squadra capace e un programma efficace, che recuperi il rapporto con la gente, difenda lavoro, famiglie e scuola pubblica. Occorre salutare chi ha portato il marcio nel partito. In questo Pdl io ci sarò e saremo in molti». (j.g.)
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