Lutto
Nuove Province, il vicesindaco: “Se è così è un imbroglio”
Bruno Picchi non usa mezzi termini per definire il nuovo decreto di riordino delle Province. E Cosimi riapre le ostilità: “La Regione Toscana deve difendere il principio del capoluogo assegnato alla città con il maggior numero di abitanti”
«La Regione Toscana deve difendere il principio del capoluogo assegnato alla città con il maggior numero di abitanti». Lo sottolinea il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi aprendo così le ostilità, mai sopite, con Pisa, dopo il decreto varato oggi dal governo sul nuovo assetto delle province. «Mi sembra che gli effetti sulla Toscana siano molto particolari con un'area che rientra in quella metropolitana estesa a Prato, Pistoia e Firenze», ha affermato il sindaco. «Poi abbiamo Arezzo che va da sola; Grosseto e Siena con Grosseto capoluogo. Di norma il capoluogo è quello più popoloso, ma sullo sviluppo dell'accorpamento delle province di Livorno, Pisa, Lucca e Massa, quando le province sono più di due, per determinare il capoluogo con il decreto ora si esprimono gli eletti di secondo grado: questa cosa in Toscana riguarda solo Livorno e in Italia ci sono altri due o tre di questi casi. Mi sembra buffo. Vedremo la conversione in legge. Comunque sia - conclude il sindaco - noi riteniamo che il criterio generale, quello sul capoluogo più popoloso, debba essere difeso dalla Regione Toscana anche nei confronti della città di Livorno».
«Solo per l'area Livorno, Pisa, Lucca e Massa il decreto modificherebbe il criterio generale sul capoluogo: se così fosse non potrei che definirlo un imbroglio ai danni di Livorno». Il vicesindaco di Livorno Bruno Picchi non usa mezzi termini per definire il nuovo decreto di riordino delle Province. «Se così fosse il decreto Firenze non è capoluogo, ma capitale di un'area metropolitana. Poi Arezzo che va da sola e Grosseto e Siena con Grosseto capoluogo».
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