Il Tirreno

Livorno

Le nuove aliquote Imu Ecco quanto ci costeranno

di Juna Goti
Le nuove aliquote Imu Ecco quanto ci costeranno

La richiesta per la prima abitazione scende al 5,6 e chi affitta la seconda a canone concordato dimezza la spesa. Per i negozi una media di 980 euro

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LIVORNO. Se la prima casa rientra nella categoria A2 (la classica abitazione “civile”, in città sono quasi 52mila) l’Imu si aggira in media intorno ai 600 euro all’anno, che diventano circa 1.600 se si parla di seconda casa e scendono a 800 se quell’abitazione in più viene affittata a canone concordato. Poi ci sono gli estremi: per una prima casa in villa l’aliquota supera i 7mila euro, mentre se si hanno due figli a carico in un’abitazione classificata come “popolare” non se ne devono pagare più di 10.

Sono alcune delle spese medie che i livornesi dovranno affrontare con l’applicazione delle nuove aliquote Imu (l’imposta municipale sulla casa) riviste dalla giunta e presentate ieri al consiglio in vista del saldo di dicembre e dell’approvazione definitiva del bilancio comunale.

Come anticipato dal Tirreno, l’aliquota sulla prima casa è stata ritoccata al ribasso, passando dal 5,8 per mille (record in Toscana) al 5,6: la giunta ha, quindi, rispettato l’impegno a cui era stata chiamata a giugno dal consiglio comunale, con un atto di indirizzo a firma del capogruppo del Pd, Massimo Gulì.

Il sindaco sottolinea che questo 0,2 in meno, sommato alle agevolazioni per chi affitta a canone concordato, ha comportato il taglio di circa 1.400.000 euro dalle voci di bilancio. «Considerando che alla fine dell’anno mancano 43 giorni lavorativi – riferisce – siamo andati a togliere dai capitoli di spesa tutto ciò che non era ancora stato impegnato. Siamo molto orgogliosi di questa operazione, a fronte di quello che sta accadendo intorno a noi: al 31 ottobre, come avevamo anticipato, molti Comuni hanno dovuto alzare l’aliquota rispetto alle previsioni, noi l’abbiamo abbassata».

È stato, invece, confermato il massimo (10,6) per le case a disposizione: la spesa si dimezza (5,3) solo se l’abitazione viene affittata a canone concordato (a giugno, per questa ipotesi, era stato previsto il 5,8). «Avremmo voluto prevedere un’aliquota a scalare sulle case di proprietà – chiosa Cosimi riferendosi a chi ha molti appartamenti – ma la legge non lo consente».

È parlando delle agevolazioni legate al canone concordato (in piena emergenza casa dovrebbero servire a rimettere in circolo almeno una parte delle migliaia di alloggi sfitti in città, ma sull’efficacia della misura i sindacati hanno già espresso perplessità) che Cosimi ha preso la palla al balzo per sottolineare che «a oggi non ci sono contributi per l’affitto dalla Regione» e che «il bilancio del 2012 sarà l’ultimo con questa struttura: con nuovi tagli agli enti locali la situazione si farà drammatica».

Ma intanto quanto pesa in concreto l’Imu sulle tasche dei livornesi? Come mostrano i dati forniti dagli uffici di Palazzo Civico (dettagli a pagina 3), l’aliquota viene calcolata in base alla categoria e alle caratteristiche dell’immobile. Per una casa “signorile” (ce ne sono 62) si va da una media di 2.562 euro all’anno se è quella principale a 5.228 euro se è la seconda. Per le abitazioni di tipo “civile” (sono 51.901) si passa dai 662 ai 1.632 euro, mentre per quelle che hanno caratteristiche “popolari” ed “economiche” (le A3 e A4, in tutto oltre 23.650) la spesa oscilla tra 110 e 139 euro in caso di prima abitazione e tra 587 e i 643 per le case a disposizione.

Attenzione: sull’Imu prima casa è già calcolata la detrazione di 200 euro confermata dalla giunta di Palazzo Civico, con ulteriore detrazione di 50 euro per ogni figlio a carico con meno di 26 anni. Significa, ad esempio, che la spesa media di 139 euro per un’abitazione A3 scende a 39 euro se in famiglia ci sono 2 figli, a zero se i figli sono 3.

Il picco massimo tra gli immobili a uso abitativo si tocca con la categoria A8 (abitazioni in villa): se non si tratta della casa principale, l’aliquota supera i 13.600 euro all’anno, circa 8.700 dei quali restano al Comune e quasi 4.900 vanno allo Stato.

Capitolo a parte per gli immobili commerciali (9,6 per mille): tenendo presente che le cifre variano anche di molto in base alle caratteristiche degli spazi, uffici e studi privati (a Livorno sono oltre 2.200) pagano in media circa 1.800 euro, negozi e botteghe (i C1, quasi 5.300) viaggiano intorno ai 980 euro, banche e assicurazioni (55) sfiorano i 20mila.

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