«Laurea e due master ma sono precaria da 12 anni»
LIVORNO. Lavorano nella scuola da tanti anni, spesso macinando centinaia di chilometri al giorno per arrivare nell’istituto dove sono stati nominati, ma lo Stato non li riconosce come docenti. Sono i...
LIVORNO. Lavorano nella scuola da tanti anni, spesso macinando centinaia di chilometri al giorno per arrivare nell’istituto dove sono stati nominati, ma lo Stato non li riconosce come docenti. Sono i precari dell’insegnamento, molti dei quali ieri hanno partecipato alla protesta davanti al Provveditorato.
C’era Marzia Chionzini, che ha 39 anni e da 12 lavora a tempo determinato nella scuola, insegnando lettere. «Ho una laurea - racconta, due specializzazioni e due master, eppure non sono di ruolo. Ora con questa nuova normativa molti di noi verrebbero cancellati. In dodici anni di precariato ho insegnato da Livorno a Piombino, e ho anche una bimba di due anni. Non è una vita semplice».
Simile la condizione di Rosina Consoli, che ha 44 anni e sette anni fa ha deciso, dopo aver svolto altre attività, di entrare nel mondo della scuola. «Quest’anno insegno in due scuole - spiega -, una a Cecina e l’altra a Piombino. E mi ritengo fortunata visto che gli ultimi due anni sono stata nominata all’Elba, e con un marito che spesso lavora all’estero e un figlio non era semplice partire tutti i giorni da Livorno».
Più giovane Vincenzo Malerba, che di anni ne ha 35. Anche lui è precario da sette anni e da settembre è stato nominato al liceo Enriques. Ma prima di gavetta ne ha fatta tanta. «Mi hanno nominato - ricorda - per quattro anni in istituti dell’Elba, tre dei quali come docente all’interno del carcere. Di esperienze nella scuola ne ho fatte molte».
Tutti prof precari che ieri erano alla manifestazione contro l’aumento delle ore di lezione frontale. «Perché una riforma del genere - spiegano - va a tagliare ulteriormente i posti di lavoro destinati a noi precari. Di fatto una legge del genere manda a casa migliaia di noi».
(a.c.)
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