Il Tirreno

Livorno

«Donate sangue anche se l’Asl 6 blocca le analisi»

L’appello del presidente Avis. Sulla vicenda degli esami negati ai donatori interviene il consigliere regionale Ruggeri

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LIVORNO. Lancia un appello con il cuore in mano il presidente dell’Avis livornese Giovanni Belfiore: «Continuate a donare sangue, pensate a chi ogni giorno fa affidamento su di noi per vivere, anche se mal digerite la decisione dell’Asl di limitare il numero di analisi che finora vi venivano garantite».

I timori dell’Avis. La paura di Belfiore è che la decisione dell’Asl faccia “disamorare” molti dei soci Avis - in città sono oltre 8mila, che garantiscono tra le 10 e le 11mila donazioni all’anno. «Sarebbe una catastrofe - dice il presidente - soprattutto per i malati che hanno bisogno di questo sangue, ma anche per l’Asl che potrebbe trovarsi a dover comprare molte sacche di sangue da altre regioni, incrementando quindi la spesa».

Tutto parte alcuni giorni fa quando Belfiore viene convocato dal responsabile del centro trasfusionale «per essere informato che per motivi economici e di bilancio, la direzione Asl 6 ha limitato l’esecuzione delle analisi a cui sono soggetti i donatori ai soli esami previsti per legge. Tutte le analisi fatte gratuitamente finora ai donatori saranno eseguite solo se la persona presenterà la ricetta medica e pagherà il ticket».

Rassicurazioni dall’Asl. L’azienda sanitaria spiega la contrazione delle analisi per i donatori: «È stato eseguito un semplice allineamento a quanto previsto dalla normativa vigente (dl 03/03/2005 e smi) - spiega Piero Palla, responsabile del centro trasfusionale - che esplicita quali sono gli esami che devono essere effettuati in occasione dell'arruolamento dei nuovi donatori, in occasione della prima donazione dell'anno e successivamente in occasione di ogni donazione. Resta salva la possibilità, da parte del medico del centro trasfusionale, di prevedere, in casi particolari, ad effettuare approfondimenti clinici, di laboratorio e strumentali volti ad accertare l'idoneità del donatore nella piena osservanza della legge. A tale proposito è bene comunque ricordare che all'atto di ogni donazione in tutti i centro trasfusionali della rete aziendale viene sempre eseguito l'esame obiettivo del donatore». Insomma, secondo l’Asl il controllo sanitario dei donatori sarà garantito.

Il presidente Avis teme che la decisione dell’azienda abbia però ripercussioni emotive, che potrebbero far diminuire la quantità di donazioni. «Io mi auguro che in donatori - conclude Belfiore - non siano male influenzati da questa novità. Invito tutti a continuare a donare sangue».

Interviene il consigliere Ruggeri. Si pronuncia sul caso anche Marco Ruggeri, vicecapogruppo in consiglio regionale e responsabile sanità del Pd toscano, che ha presentato un’interrogazione al presidente della giunta regionale Rossi e all’assessore alla salute Marroni. Commentando la vicenda, Ruggeri dice «se è vera si mette a rischio un patrimonio sociale e civile che è stato costruito dalle associazioni di volontariato presenti in tutto il territorio regionale. Non possiamo mettere a rischio un sistema capillare, basato sul volontariato che in Toscana solo nel 2011 ha contato ben 245.526 donatori. Capisco che ci sia la necessità di dare ordine e razionalità al sistema, ma il patrimonio dei donatori toscani e del volontariato che li organizza è una risorsa troppo preziosa».

Anna Cecchini

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